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tesina.....

 
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tesina.....
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ATALANTINA87
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Messaggio tesina.....
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MI SERVONO AIUTI X COMPLETARE LA TESINA.... AIUTATEMI GRZ MILLE

ECCOLA QUI...


X COLLEGAMENTO:

economia: la vendita di materiale...
informatica: gli ultras in internet es. forum vivere ultras…ecc…
turismo : trasferte



TESINA:

- Copertina...indice…Prefazione…
- Cosa sono gli ultras? E storia degli Ultras
- Come nascono i gruppi ultras (storia dei gruppi principali)
- Gli attuali gruppi principali
- Trasferte (turismo)
- Vendita di materiale (economia).


PREFAZIONE

Devo ancora compiere 19 anni, sono poco più che un ragazzina, mi sento diverso da molti dei miei coetanei, perché porto nel cuore una passione che alcuni di loro non conoscono.
La mia non è una passione come tante altre, ma un amore verso la mia Curva Pisani, verso tutti quei ragazzi come me che occupano gran parte del proprio tempo libero a un sentimento che qualcuno ci vuole portare via.
Vado allo stadio da pochi anni, ma solo dagli ultimi due frequento assiduamente la Curva PIsani, il cuore pulsante del tifo della squadra che amo di più (Atalanta).
Ad ogni partita mi interessavo sempre di più al mondo ultras, il mio interesse oltre che sul campo da gioco si spostava sempre più spesso verso l’incredibile tifo che nonostante i pessimi risultati dell’Atalanta negli ultimi anni, non mancava mai, un amore irrazionale per una maglia, una storia, una leggenda e una Curva.
Rimasi incantata e mi lasciai trascinare in pochissimo tempo, iniziai a frequentare i primi club e gruppi organizzati, mi stavo interessando sempre di più a ciò che poco tempo dopo sarebbe diventata una vera e propria fissazione.
Grazie ad amici e ai tanti siti internet sull’argomento presenti in rete apprendo molte nuove notizie ed informazioni sul mondo ultras, scopro che essere ultras non vuol dire solamente cantare in curva sostenendo la propria squadra del cuore, essere ultras è molto di più: è uno stile di vita.
Lo stile di vita ultras non è ,come qualcuno potrà pensare, risolvere qualsiasi problema con aggressività, ma con coerenza, con una certa mentalità, con passione e con lealtà.
Alcuni valori come la lealta’ e l’amicizia che nella vita di tutti i giorni si stanno ormai perdendo, sono invece i valori portanti della vita in curva.
Nell’ultimo anno e mezzo ho appunto deciso di seguire questo stile di vita, cerco di farlo nel migliore dei modi, ragionando sempre con la mia testa in maniera razionale come insegna la mentalità ultras, portando avanti questo credo e questa fede ritengo di essere cresciuta molto meglio di tanti miei coetanei, stregati da assurdi programmi televisivi e dal bisogno di mettersi sempre in mostra.
Mi è capitato molte volte di essere direttamente o indirettamente considerato una “delinquente” solo per la passione che seguo, le convenzioni sociali di oggi, condizionate da vari fattori, impongono appunto questa convinzione…ultras = delinquenza.
Essere e vivere da ultras è ben altro.
E’ fuori da ogni dubbio che il movimento sia intaccato da episodi di violenza più o meno gravi, ma la violenza esiste da quando l’uomo ha fatto comparsa sulla terra, qualsiasi periodo storico è stato caratterizzato anche da episodi di pura aggressività.
Uno degli obiettivi di questa tesina è proprio questo, mettere in luce quel che è davvero il mondo degli ultras, tutti gli aspetti che lo caratterizzano, sia positivi sia negativi, sperando che chi leggerà queste pagine possa essere una persona senza particolari pregiudizi, come purtroppo la maggior parte dei miei interlocutori sull’argomento, si è sempre dimostrata.



PROGETTO ULTRAS:

MOVIMENTO ULTRAS:Da tempo molte tifoserie hanno preso atto che per contrastare i recenti cambiamenti del sistema calcio italiano e misure legislative sempre più repressive occorre muoversi in forme nuove e prendere una posizione unitaria decisa. La manifestazione di Brescia di aprile 2002 è stata in questo senso un primo passo importante, contribuendo a formare quel gruppo di lavoro che si è poi dato una struttura ufficiale sotto il nome di Movimento Ultras.

Movimento Ultras è una rete informale che riunisce sotto un’unica sigla numerose tifoserie, tra loro spesso storicamente rivali, per portare avanti cause e battaglie comuni. Movimento Ultras è aperto a tutti coloro che vogliono entrare a farne parte condividendone le finalità. Le problematiche che investono Ultras e tifoserie organizzate sono infatti in larga parte comuni a tutte le realtà, tanto da rendere necessaria una presa di coscienza per superare le rivalità in nome di una pressante necessità di sopravvivenza. Non esistono quindi chiusure o barriere nei confronti di alcuna realtà, volendo anzi cercare di estendere la partecipazione quanto più possibile.

La manifestazione di Milano del 22 giugno 2003, con la partecipazione di 72 tifoserie, seguita poi da altre due iniziative estive fuori dalla Lega Calcio e in occasione di Italia-Galles, è stata il primo successo ufficiale di Movimento Ultras (ricordiamo inoltre che nell’aprile del 2003 si è svolta a Roma un’altra manifestazione che ha portato in strada numerose tifoserie). Anche successivamente i contatti sono proseguiti serrati, culminando in un seminario di due giorni a dicembre 2003 in cui si sono analizzate dettagliatamente le tematiche su cui fondare un programma ufficiale.

Quali sono quindi gli obiettivi principali che si pongono le tifoserie che aderiscono a Movimento Ultras? Da un lato quello di portare avanti iniziative che possano contribuire ad un miglioramento del sistema calcio (lo sport che alcuni di noi amano) ed alla salvaguardia del tifo organizzato e della cultura Ultras in Italia, dall’altro quello di indurre un profondo ripensamento, nelle istituzioni, nei media e nell’opinione pubblica, sui provvedimenti legislativi in merito al tifo e alla violenza negli stadi.

- La nostra piattaforma -

- PRIMO TEMPO: “Il sistema calcio italiano” -

“Una società di calcio è patrimonio sociale, culturale ed affettivo della comunità cui appartiene e dei propri tifosi,
non semplice impresa economica di coloro che ne sono temporaneamente proprietari”

Per risolvere i problemi di un sistema calcio ormai allo sbando, Movimento Ultras, dopo un consapevole e attento confronto, rafforza la sua protesta proponendo una piattaforma rivendicativa basata sui seguenti principi.

IL CALCIO E’ PASSIONE, NON SPECULAZIONE

1) Poiché il successo di questo sport - che ha permesso a molti di arricchirsi e/o di diventare famosi - è merito dei tifosi, noi esigiamo di essere rispettati e di poter influire attivamente sulle scelte che condizionano questo mondo. Pretendiamo quindi di prendere parte a tutte quelle decisioni che vertono sui cambiamenti della struttura del sistema calcio. Per queste ragioni:

- RIVOGLIAMO LA NOSTRA DOMENICA - Chiediamo di ripristinare la contemporaneità di tutte le partite di campionato (domenica, ore 15.00), per favorire una maggiore regolarità del campionato, eliminando così le conseguenze legate alla possibilità di conoscere già il risultato di una diretta concorrente ed incrementando il pubblico allo stadio adeguandosi alle esigenze ed ai diritti del tifoso/lavoratore. Così facendo si tornerebbe a rispettare il diritto dei tifosi lavoratori di poter assistere alle partite della propria squadra di calcio nel giorno ideale. Vogliamo inoltre che l’acquisto dell’ abbonamento annuale sia legato ad un calendario stagionale già definito dettagliatamente in modo che i possessori del tagliando non perdano il diritto di vedere tutte le partite che hanno pagato.

- VOGLIAMO UNO STADIO A MISURA DI TIFOSO, NON DI CONSUMATORE - Lo stadio per noi è fonte di aggregazione, di confronto e di socializzazione. Siamo contro le logiche di disgregazione che vogliono trasformare gli stadi in centri commerciali e le curve degli stessi in salotti televisivi con posti obbligatoriamente a sedere: ciò distruggerebbe l’attuale cultura del tifo italiano, trasformando i futuri tifosi in passivi consumatori di un prodotto sempre più costoso, meno reale e più virtuale. Accettiamo invece la logica dello stadio fruibile tutta la settimana, ma non con finalità commerciali, bensì di promozione di attività sportive e sociali accessibili a tutti i cittadini.

- NO AL PROGETTO SUPERLEGA - Siamo contrari ad una Superlega italiana disegnata per fini esclusivamente economici, con la chiara volontà di farvi entrare solo quelle squadre che hanno un consistente bacino di possibili consumatori. Siamo, invece, per promozioni e retrocessioni guadagnate o perse sul campo, non attraverso decisioni prese nella stanza dei bottoni e/o nelle aule giudiziarie.

- NO AL CARO PREZZI - Assurdamente finalizzato a limitare le presenze allo stadio e soprattutto a scoraggiare le trasferte, favorendo invece sempre più le pay-tv e i “tifosi da salotto”.

SALVIAMO IL CALCIO CHE AFFONDA

2) Per salvare il calcio dall’evidente fallimento della gestione attuale, Movimento Ultras si sente obbligato ad indicare alcune linee guida per uscire dalla crisi e per moralizzare un mondo ormai al collasso (poiché i punti trattati in questa parte sono anche molto tecnici – per ovviare alle mancanze dei padroni del calcio ci siamo dovuti improvvisare anche “economisti”!!! – rimandiamo ad un allegato tecnico per gli approfondimenti).

- INTRODUZIONE REGOLE UEFA E ORGANI DI CONTROLLO SUI BILANCI IN ATTIVO - Così si dovrebbero evitare, ad esempio, falsi ammortamenti e plusvalenze fittizie iscritte a bilancio, che tanto hanno contribuito a nascondere i veri debiti delle società calcistiche italiane.

- OPPOSIZIONE A QUALSIASI NORMA STRAORDINARIA DI RATEIZZAZIONE DEI PAGAMENTI DELLE TASSE O DEI DEBITI - Perché oltre ad essere un aiuto governativo che non ha precedenti in altri settori economici e ricade sulle spalle dei contribuenti (noi cittadini), violerebbe anche le regole comunitarie sulla concorrenza tra imprese essendo un palese aiuto di Stato.

- RIDUZIONE DRASTICA DEGLI INGAGGI DEI GIOCATORI - Per una gestione più sana dell’impresa-calcio il costo del lavoro deve progressivamente ma rapidamente ridursi fino ad arrivare a circa il 50% dell’intero fatturato della società. Attualmente in Italia siamo intorno al 70%.

- INTRODUZIONE DEL CONTRATTO COLLETTIVO PER LA PAY TV E RIDEFINIZIONE DELLA MUTUALITA’ - Oggi, in Italia,la contrattazione singola dei diritti tv ha portato squilibri economici talmente evidenti (le prime quattro squadre di Serie A si accaparrano il 52% dei soldi) da avere ripercussioni evidenti anche sulla stessa competitività del campionato (il che non fa bene a tutto il calcio). Bisogna ripristinare una contrattazione collettiva ed una ridistribuzione più equilibrata delle risorse per garantire la sopravvivenza ed una reale competività anche alle squadre minori.

- RIAPPLICAZIONE DELLA NORMA SULLA PERCENTUALE DI FATTURATO DA DESTINARSI AL SETTORE GIOVANILE - Attualmente tale norma esiste, ma rimane di fatto lettera morta per la maggior parte delle società professionistiche, danneggiando enormemente i nostri vivai.

- CREAZIONE DI UNA NORMA CHE IMPONGA DI SOSTENERE ATTIVITA’ CHE SVILUPPANO UN LEGAME TRA LA SQUADRA, CITTA’ E TIFOSI E/O DI CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE ALLA LOTTA AL DOPING ED ALLA RICERCA SULLE MALATTIE AD ESSO COLLEGATE (VEDI MORBO DI GHERIG). Queste iniziative servono per cementare il rapporto tra squadra e comunità, ad esempio attraverso la distribuzione di biglietti omaggio nelle scuole o incontri pubblici con tifosi e giocatori sugli aspetti aggregativi del calcio e del tifo - per molte squadre medio piccole può essere l’unica strada per sopravvivere anche economicamente - o per incentivare un’anima solidale troppo in ombra nelle società professionistiche di oggi.



CAMBIAMO LE REGOLE DI QUESTO CALCIO MALATO

3) Sono necessari cambiamenti nelle stesse regole di gestione del calcio, per riportare ai campionati del nostro sport la serietà e la regolarità da tempo perdute.

- DIVISIONE DEI RUOLI - Divisione reale e netta delle carriere tra FIGC e Lega Calcio, per evitare che chi ricopre funzioni di gestione e controllo su tutta l’attività calcistica sia sempre espressione degli interessi della parte più produttiva ma anche potente del calcio, cioè la Lega (la “Confindustria del calcio”). Così non si deve poter diventare prima presidente di Lega e poi presidente di FIGC, così il presidente della Lega Calcio deve essere uomo al di sopra delle parti e non rappresentare gli interessi (o ricoprire cariche) di uno specifico club.

- AUTONOMIA REALE - La Covisoc, l’Associazione Arbitri e l’organismo dei controlli antidoping fanno attualmente tutte capo alla FIGC che ne determina il funzionamento e ne limita l’azione. Per rendere più efficienti questi tre organismi e non incorrere più negli errori del passato (falsi in bilancio e fideiussioni finte non accertate, sudditanza psicologica, controlli antidoping all’acqua di rose) occorre renderli autonomi e slegati da tutti i gruppi d’interesse del calcio, dando loro più potere d’indagine e d’intervento di quanto fino ad oggi abbiano avuto. Chiediamo quindi l’istituzione di questi tre enti come autonomi.

- NO A CAMBIAMENTI DI REGOLE IN CORSO - Preavviso di un anno con consultazione di tutte le parti in causa, comprese le organizzazioni dei tifosi. Il preavviso serve per decidere sulla possibilità di cambiare: le decisioni vanno però prese congiuntamente.
- NO A PIU DI UNA SOCIETA’ PROFESSIONISTICA - Vogliamo l’introduzione di una regola che vieti ad un singolo/impresa di essere proprietario o di avere consistenti partecipazioni in più di una squadra professionistica.

- SECONDO TEMPO: “Ultras, repressione e leggi speciali” -

L’introduzione della nuova legge per combattere la violenza negli stadi dimostra, ancora una volta, l’incapacità da parte dello stato di attuare una seria politica idonea a risolvere la questione. Si è ben pensato di evitare qualsiasi percorso, certamente più complesso, di strategia della prevenzione per cadere nuovamente nell’errore di proporre ed approvare leggi speciali il cui risultato è sempre stato - storicamente - quello di porre un “argine” soltanto provvisorio e mai risolutivo al problema. Un palliativo, pompato da campagne mediatiche ad hoc, per fronteggiare contingenze legate a singoli episodi di violenza. Un sonnifero per zittire l’allarme sociale che scaturisce, di volta in volta, a seguito della maniacale proposizione di determinati episodi in Tv.
Non è con la repressione che si risolvono i problemi dentro e fuori dagli stadi. Le leggi speciali non hanno mai apportato alcun miglioramento.
Movimento Ultras, ben sapendo che l’approccio alla base di questi “progetti legislativi” è finalizzato semplicemente ad una graduale eliminazione del tifo organizzato, componente scomoda per un sistema calcio orientato unicamente verso business, pay-tv e capitali, decide di proporsi quale soggetto attivo e propulsivo al fine di incidere sulle decisioni future che riguarderanno tutti i tifosi ma anche tutti i cittadini.
Non si chiede l’impunità, sia chiaro, così come non si vuole rinnegare la componente di rivalità intrinseca al fenomeno che sfocia talvolta in violenza.
Si chiede tuttavia che il tifoso che commette reati sia giudicato alla stessa maniera di qualsiasi cittadino italiano e non sulla base di norme speciali che limitano e differenziano la tutela processuale e personale. Si chiede che provvedimenti come la “diffida”, restrittivi della libertà personale e di movimento, libertà tutelate dalla Costituzione, siano emessi soltanto in presenza di presupposti tassativamente previsti dalla legge e non lasciati alla completa discrezionalità dei Questori. Si chiede, in generale, che lo stadio non si trasformi in una “palestra” per la “sperimentazione di tecniche di ordine pubblico” sempre meno indirizzate alla prevenzione e sempre più manovrate verso comportamenti repressivi da parte delle forze dell’ordine.
Rimandando all’allegato tecnico per un’analisi ben più approfondita e completa, Movimento Ultras si pone tra l’altro i seguenti obiettivi:

- ABOLIZIONE DELL’ARRESTO IN FLAGRANZA DIFFERITA - Norma anticostituzionale (circostanza evidenziata anche in un documento dell’Unione Camere Penali) perché viola i principi basilari della libertà personale ed i limiti posti dall’art. 13 della Costituzione, ed applicata il più delle volte indiscriminatamente per reati non proporzionati alla gravità del provvedimento.

- MAGGIORI POSSIBILITA’ DI DIFESA PER GLI IMPUTATI DI REATI DA STADIO E APPLICAZIONE DELLA “DIFFIDA” SOLO IN SEGUITO AD UNA CONDANNA DEFINITIVA – Rendendo realmente possibile il ricorso da parte dell’indiziato e non usando le diffide come misura preventiva, in modo da evitare i sempre più frequenti casi di soggetti che, dopo aver scontato la diffida, vengono assolti in sede di giudizio.

- MAGGIORE FLESSIBILITA’ NELL’OBBLIGO DI FIRMA IN SEGUITO A DIFFIDA – Rendendo meno vessatoria la procedura, specie quando la squadra gioca in trasferta, o facilitando la possibilità per il soggetto di apporre la firma anche in commissariati diversi da quello di riferimento, senza che si riduca con ciò la sicurezza del provvedimento.

- ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI VENDITA DI BIGLIETTI DEL SETTORE OSPITI IL GIORNO DELLA PARTITA - Disposizione del Ministero che, soprattutto nelle categorie inferiori, non ha alcun senso pratico e può anzi favorire incidenti, creando tensione tra tifosi e forze dell’ordine e pericolose commistioni tra tifosi di squadre diverse in uno stesso settore (es. tribuna).

- REINTRODUZIONE DEI TRENI SPECIALI - In modo da semplificare la gestione dell’ordine pubblico per le stesse autorità grazie ad una minore frammentazione del gruppo. Gli stessi sindacati di Polizia si sono espressi a favore di tale provvedimento.

- ABOLIZIONE DELLE NUOVE SANZIONI PER INTRODUZIONE E UTILIZZO DI FUMOGENI E ALTRI AGGEGGI PIROTECNICI – Sanzioni da applicare solo quando l’utilizzo comporti reale pericolo per l’incolumità pubblica, pericolo tra l’altro inesistente a priori per quanto concerne i fumogeni, storico strumento coreografico per le curve italiane.

- RIDUZIONE DELLA MILITARIZZAZIONE NEGLI STADI - Una presenza meno invasiva delle forze dell’ordine, infatti, unita alla presenza di funzionari di polizia più preparati e competenti nel comprendere le dinamiche da stadio, può contribuire a ridurre la tensione presente negli stadi e di conseguenza gli incidenti tra tifosi e Polizia, oggi decisamente più frequenti rispetto agli scontri tra tifosi.

- LIMITAZIONE DELLE RESTRIZIONI ALLA LIBERTA’ DI MOVIMENTO COSI’ COME DELLE IDENTIFICAZIONI PREVENTIVE DURANTE LE TRASFERTE – Troppo spesso lasciate alla discrezionalità dei funzionari di Polizia, diventano fonte anche in questo caso di tensioni spesso evitabili e sono vissute dai gruppi organizzati in maniera esasperante.

- INTRODUZIONE DI UN CODICE INDENTIFICATIVO SULLA DIVISA E SUL CASCO DELLE FORZE DELL’ORDINE - Allineandosi così alla maggior parte dei paesi europei.

- INTRODUZIONE DI MISURE DI CARATTERE SOCIALE OLTRE A QUELLE REPRESSIVE - Così da tendere prima di tutto alla prevenzione, attraverso nuove forme di dialogo tra le parti sociali in causa, mondo istituzionale compreso, e coinvolgendo l’opinione pubblica.

- CREAZIONE DI UN COORDINAMENTO LEGALE NAZIONALE - Una lista di avvocati a disposizione di Movimento Ultras su tutto il territorio per poter intervenire immediatamente in merito ad arresti o emergenze.


E’ con queste idee, su questi temi e con questi obiettivi, che Movimento Ultras è nato e continua a muoversi in difesa del tifo organizzato italiano. La critica che portiamo avanti vuole essere finalmente ragionata e propositiva, superando così uno dei limiti più evidenti che hanno contraddistinto il fenomeno Ultras negli anni, quello di sapere solo fare opposizione e non dettare linee di condotta alternative. Siamo convinti che proponendosi in forme nuove, con un programma preciso e soprattutto unendo le forze, presentandosi come voce unica rappresentativa di molte realtà, si possa avere qualche possibilità in più per influenzare i vertici decisionali e le scelte che ci riguardano. Perché in fondo è di questo che si tratta: riuscire a farsi sentire, in un modo o nell’altro, dall’opinione pubblica, dalle istituzioni e dai media, ed esporre le proprie idee per far sì che quel fenomeno sociale che da quasi quarant’anni riempie le curve degli stadi possa continuare a sopravvivere.



REGOLE ULTRAS:

-Credo alla violenza come componente inscindibile di questa società,
come mezzo di ribellione alla sempre più massiccia repressione voluta
da chi ci governa.

-Credo nello scontro fisico attuato secondo precise regole,senza lame,
senza bombe e senza infamità e solo contro chi sa veramente cosa sta facendo.

-Credo nel gruppo,alle sue regole ed alle sue gerarchie.

-Credo nell'aggregazione giovanile e alla libertà di pensiero che mi induce a
considerare qualcuno diverso anche solo per la sciarpa che porta al collo.

-Credo nell'importanza di appendere il proprio striscione in ogni stadio ed
ovunque giochi la proprio squadra,a prescindere dal numero,
dalla lontananza o dalla situazione di classifica.

-Credo nell'autosostentamento del gruppo e nell'importanza di portare
avanti le proprio idee senza dover rendere conto a nessuno di niente.

-Credo solo nella maglia come unico segno distintivo di fede.
Credo nei colori,nella storia e nella tradizione che essa si porta appresso.

-Credo solo nelle persone leali,nè amici nè nemici.
Solo chi è leale veramente non potrà mai venir meno ai principi fondamentali dell'essere ultras,a prescindere dalle rivalità.

-Credo nella lotta dura e massiccia verso tutti quegli organi predisposti
all'annullamento del movimento ultras.

-Credo nei principi del rispetto verso chi coltiva le stesse idee.Al di là di ogni
repressione,al di là di ogni provvedimento di interdizione dagli stadi,
libertà per tutti gli ultras!!!

LEGGI REPRESSIVE

La legge principale in materia di tifo “violento” risale al 1989, con le importanti modifiche introdotte da due leggi successive, una del 2001 e l’altra recentissima del 2003. oltre ad altri provvedimenti, quella del 2001 regolamenta in particolare la disciplina delle diffide, mentre l’altra del 2003 introduce la possibilità dell’arresti differito relativamente alle 36 ore successive.

377/2001
il questore può disporre la “diffida” (che consiste nel divieto di accesso allo stadio sia in casa che in trasferta) nei confronti di persone che risultano denunciate o condannate anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi 5 anni, per i seguenti reati: (quindi presunti innocenti: vedi art.27 della Costituzione che recita “L’imputato non è considerato colpevole fino a condanna definitiva”; teniamo a sottolineare che, come tutte le leggi speciali, anche questa sugli ultras sospendono pericolosamente diritti civili che normalmente si ritengono inviolabili; temiamo che lo si faccia oggi con gli ultras, per poi estendere, domani, queste misure incostituzionali ai migranti, agli studenti, ai lavoratori e, con il tempo, a tutta la società)

1. aver portato fuori dalla propria abitazione armi atte ad offendere nonché qualunque altro strumento utilizzabile per l’offesa alla persona;

2. aver indossato casco protettivo o qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona; (rimaniamo sconcertati di fronte a questo provvedimento che semplicemente impedisce all’ultras di difendersi da arbitrarie e non rare carezze della polizia; inquietante è poi il raffronto con recenti manifestazioni in piaza dove, per esempio, i no-global vengono accusati di essere violenti solo per il fatto di essere dotati di strumenti difensivi finalizzati a neutralizzare le stesse conosciute carezze)

3. essersi recato nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive con emblemi o simboli propri o usuali di organizzazioni razziste;

4. aver lanciato corpi contundenti o altri oggetti, compresi fumogeni petardi, in modo da recare pericolo per le persone, all’interno dello stadio o durante il tragitto della trasferta;

5. aver superato una recinzione o separazione dell’impianto o aver invaso il campo ove dal fatto ne derivi pericolo concreto per le persone (n.b. non per invasioni festose);

la legge apporta inoltre queste novità:
• chi è diffidato dovrà presentarsi personalmente al comando di polizia anche più volte nel corso della stessa giornata (nella legge precedente la firma era limitata al solo orario della partita e aveva durata massimo un anno);

• la durata massima della diffida passa a 3 anni. In teoria la durata dovrebbe cambiare a seconda delle ipotesi di reato contestate; )in pratica la questura di Bergamo tende a diffidare indistintamente per 3 anni)

• sono aggiunte pene di reclusione da 6 mesi a 3 anni per lancio di oggetti (compresi petardi e fumogeni), per l’invasione di campo (!!!) e per chiunque superi una recinzione o separazione dell’impianto;

• le norme di questa legge si applicano anche in trasferta e lungo il tragitto per raggiungere lo stadio;

STORIA ULTRAS – GLI ANTENATI DEGLI ULTRAS

Fin dalla Preistoria, da quando l’uomo iniziò ad organizzarsi in piccole comunità, ha sempre dovuto affrontare episodi di violenza, quasi sempre per cercare di procurarsi cibo attraverso la caccia, oppure per difendersi da animali feroci, ma anche per lottare con i propri simili, gli stessi compagni di comunità con i quali conviveva ogni giorno.
L’uomo è uno dei pochissimi animali presenti sul pianeta che da sempre agisce impulsivamente, lotta ed uccide non solo per la propria sopravvivenza, ma per il puro e solo gusto di uccidere o di fare del male al prossimo.
Fino a qui l’uomo ha sempre dovuto contare solo sulla propria prestanza fisica, ma da li a poco l’ingegno umano partorì diverse invenzioni, tra cui…le armi.
Con l’ausilio delle armi un uomo non ha una potenza proporzionale al proprio fisico, ma può diventare devastante e pericoloso in qualsiasi momento e situazione.
Quindi la violenza fa parte dell’uomo è all’epoca come oggi vengono usate armi pericolose durante gli scontri tra diversi individui.
Le comunità iniziano ad ampliarsi e diventano vere e proprie civiltà, e l’uomo inizia a sentire il bisogno di occupare il proprio tempo libero in qualche modo…nasce cosi lo sport.
Lo sport ha radici molto antiche, dagli esercizi per allenarsi alla caccia alle vere e proprie ore di Educazione fisica nelle scuole cretesi dove i maestri insegnavano ai propri allievi attività come la lotta, la corsa a cavallo e le prove agonistiche in genere, attività che venivano effettuate anche in occasione di feste religiose.
Ma si può affermare che le prime vere e proprie manifestazioni sportive si svolsero nell’antica Grecia e furono le olimpiadi quadriennali di Olimpia, il Re Ifido le organizzò per la prima volta nel 776 a.c. iniziando così la storia delle olimpiadi antiche che dureranno per ben undici secoli.
Dapprima il programma dei Giochi consisteva in una sola gara, quella di velocità chiamata “stadio” per il semplice fatto che la sua distanza corrispondeva alla lunghezza dello stadio di Olimpia. Quest'ultimo era sistemato fuori dal recinto sacro, dove sorgevano i templi più famosi, ed era una spianata rettangolare lunga 212 metri e larga 32, circondata da una gradinata di terra battuta su cui trovavano posto 40 mila spettatori.
Quindi le antiche olimpiadi greche non furono solamente il primo grande evento sportivo della storia, ma di fatto il primo avvenimento sportivo con un seguito di massa.
Ma il pubblico iniziò a prendere parte attivamente agli spettacoli dagli spalti solo qualche secolo più tardi ed in uno degli imperi più grandi ed importanti della storia, quello di Roma.
Quasi tutta la città di Roma partecipava ai sempre più frequenti avvenimenti sportivi, le gare dei carri (bighe o quadrighe a seconda del numero dei cavalli) nei quattro circhi cittadini, il più importante era il Circo Massimo che da solo poteva contenere 385.000 spettatori.
Sulle gradinate sui lati lunghi e sul lato corto semicircolare, prende posto un pubblico che ricorda molto quello delle odierne partite di calcio e dal colore degli aurighi si potevano riconoscere le diverse “squadre”, bianche per l’Albata, rosse per la Russata, azzurre per la Veneta, Verdi per la Prasina.
"Oggi il circo, contiene tutta Roma - scrive il poeta Giovenale - e dal fragore che mi percuote le orecchie, deduco che stanno vincendo i Verdi. Se perdessero, vedresti questa città mesta e sbigottita come quando i Consoli subirono la polvere di Canne".
In città si parla degli spettacoli ogni giorno e si fanno pronostici sui vincitori con i classici ed a noi familiari “discorsi da bar”, gli atleti quindi divennero molto rapidamente popolari ed iniziarono ad arricchirsi pur essendo generalmente di bassa estrazione sociale.
I giovani romani che seguivano questi spettacoli e che sostenevano le une o le altre fazioni arrivano a vestirsi e a tagliarsi i capelli in modo da essere facilmente riconoscibili scatenando tumulti pericolosi.
Così scrive scandalizzato Procopio nel VI secolo:
"I tifosi combattono contro i loro avversari senza sapere per che cosa si battono... L’inimicizia che sentono per chi è vicino è irrazionale... superano i vincoli di parentela o amicizia... possono anche essere privi del necessario e la Terra dei loro padri può versare nelle peggiori difficoltà ma non se ne curano se la loro fazione sta vincendo... Addirittura sono contagiate anche le donne, non solo sostenendo i loro mariti ma anche in contrasto con loro... In breve posso definire tutto ciò solo come una follia collettiva".
L’ultimo spettacolo dato nel Circo Massimo verrà organizzato dal re ostrogoto Totila nel 549.
Ma furono gli spettacoli tra gladiatori a divenire i più seguiti e famosi spettacoli, la prima testimonianza di un combattimento tra gladiatori risale al 264 a.C., quando i figli di Bruto Pera offrirono questo spettacolo per onorare la memorie del padre. L'ultimo combattimento nel Colosseo è registrato nel 438 d.C., anno in cui i giochi furono aboliti dall'imperatore Valentiniano III.
Quello delle lotte dei gladiatori era tra gli spettacoli più seguiti ed amati dai romani, gli spettacoli pubblici erano finanziati dalle famiglie aristocratiche e dall’imperatore stesso, ed avevano lo scopo di dare manifestazioni coerenti alle grandi masse di spettatori e al prestigio dell’ordine senatorio romano.
Non era secondario lo scopo di dare una possibilità di sfogo alla tensione, alla rabbia e all’esasperazione crescente tra le classi povere in città, un modo per non far scoppiare sanguinose rivolte e per non incrementare il malcontento diffuso tra le classi sociali più povere.
Gli spettacoli tra gladiatori ( o con animali feroci) erano molto spesso mortali, nel momento in cui un contendente risultava sconfitto l’organizzatore dello spettacolo (o l’imperatore) decideva le sorti del gladiatore, in genere attenendosi alle indicazioni del pubblico, il segnale con cui manifestava la propria volontà era il pollice rivolto verso il basso in caso di condanna a morte del gladiatore o verso l’alto (oppure lo sventolio di un fazzoletto bianco) in caso di grazia.
La partecipazione della folla era spesso marcata di fanatismo per i propri beniamini.
Racconta Tacito nei suoi Annali di un grave episodio di guerriglia urbana tra due fazioni di “ultras” avvenuta dentro e fuori all’anfiteatro della città campana di Pompei nel 59 d.C.
Da una causa di poco conto si verificò una zoffa culminata in una strage tra gli abitanti di Nocera e quelli di Pompei
Ciò accadde in occasione di un combattimento di gladiatori organizzato su iniziativa del Senato.
Qualche tifoso della coppia cittadina probabilmente espresse un malevolo apprezzamente sulla coppia di gladiatori avversaria e come accade molto spesso gli spettatori si derisero a vicenda, scambiandosi insulti e volgarità per poi passare ad un fitto lancio di sassi e all’utilizzo di coltelli, secondo una progressione che ben conosciamo nei nostri stadi.
I tifosi di Pompei che erano più numerosi in quanto lo spettacolo si teneva proprio in casa, ebbero la meglio sui nocerini.
Moltissimi tifosi di Nocera furono riportati a casa con il corpo pieno di ferite e molti piansero la morte di un figlio, di un genitore o di un proprio caro.
Il fatto risaputo a Roma fu esposto da Nerone in Senato al quale l’Imperatore demandò la contesa che a sua volta affidò ai consoli.
Alla fine fu decisa la squalifica dell’anfiteatro di Pompei da tutte le manifestazioni per dieci anni e l’esilio per l’organizzatore dei giochi e per quelli che avevano capeggiato gli scontri.
L’episodio fece scalpore, ma non è relegato nella sola antichità, se volessimo fare un parallelo tra questi episodi e ciò che caratterizza le manifestazioni sportive contemporanee non troveremmo molte differenze, ma il movimento ultras che nascerà 19 secoli più tardi sarà molto diverso nelle caratteristiche e nelle finalità.
Lun 25 Lug 2005, 11:10 Profilo Invia messaggio privato MSN
The Lizard
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Io non so come aiutarti, ho letto e ti devo dire che è molto bella! Wink
Lun 25 Lug 2005, 11:27 Profilo Invia messaggio privato
zio val
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Anche per me la tua tesina è molto bella.
In più è originale.
Se poi fatta da una ragazza ancora meglio. Razz

Cmq al di là di questo anche io non sarò in grado di aiutarti, non facendo parte del mondo ULTRAS.

Sicuramente qua dentro ci sarà gente che saprà darti le giuste dritte. Non disperare. Cool

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La mia ALFA 147? 160.000 Km!
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Lun 25 Lug 2005, 11:43 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
silver
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io studio psicologia e in un esame (sociologia giuridica) ho un libro di testo che parla del calcio, della violenza negli stadi e dei gruppi ultras (sono una novantina di pagine) con alla fine una ricerca condotta sugli incidenti negli stadi e fuori dai dilettanti alla serie A
se ti può essere d'aiuto fammelo sapere, piccolo problema, io parto mercoledi e torno a metà agosto

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Non piangere per chi non ti merita perchè sarà lui a piangere quando avrà capito di averti perso per sempre

è inutile cancellare qualcosa dalla mente se ormai l'hai incisa nel cuore

l'amicizia non è solo dirsi ti voglio bene, ma guardarsi negli occhi e intendere il silenzio di una lacrima
Lun 25 Lug 2005, 12:08 Profilo Invia messaggio privato MSN
ATALANTINA87
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ho preso anche il libro della dea "atalanta folle amore il nostro" xo nn so cm continuare...
Lun 25 Lug 2005, 15:08 Profilo Invia messaggio privato MSN
DexterH46
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Di solito non leggo cose troppo lunghe,ma devo dire che quello che hai scritto tu mi ha davvero preso e interessato, davvero brava!E fortuna che è solo una "tesina",da scuole superiori... gran lavoro!Mi sono fatto anche un ripassino di storia romana! Wink

Sul come aiutarti avevo trovato una volta un sito di un ragazzo abbastanza interessante...se lo ritrovo ti posto il link. In ogni caso credo che hai già dimostrato di sapere come muoverti e continuerai a farlo nella direzione giusta.

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Lun 25 Lug 2005, 21:32 Profilo Invia messaggio privato HomePage MSN
ATALANTINA87
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grz mille DexterH46 se trovi il link ti ringrazio ma ti ringrazio anke per i complimenti sulla tesina....
Mar 26 Lug 2005, 8:48 Profilo Invia messaggio privato MSN
DexterH46
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Purtroppo non riesco a trovarlo...non so dove sia finito!Ma se mi capita ovviamente te lo dico.
Nel frattempo (cercando l'altro) mi sono imbattuto in questi (magari li conosci già,ma in caso contrario... prova a dare un'occhiata! Wink )
-http://www.ultrasinside.it/home.html (sito sul calcio in generale e collegamenti a decine di siti ultras italiani,divisi per regione)
-http://www.mentalitaultras.com/menu.htm (dove ho scoperto che in passato c'era gente che girava le curve mandata dalla tv!)
-http://www.ultrasportal.com/ (forse il portale sugli ultras più completo)

Se posso essere d'aiuto lo sono volentieri, solo che anche sul lato economico(dove sono concentrati i miei studi) mi sa che dovrò imparare io da te,diciamo che è un argomento(economia-ultras) che di solito non viene trattato nemmeno all'Università.

Complimenti meritati, continua così e aggiornaci sugli sviluppi del lavoro! Wink

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Mer 27 Lug 2005, 12:17 Profilo Invia messaggio privato HomePage MSN
ATALANTINA87
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grz dexter per i siti appena ho un minuto libero li controllo....grz mille
Sab 30 Lug 2005, 16:03 Profilo Invia messaggio privato MSN
DexterH46
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Grazie di che???
L'importante è che poi ci aggiorni sul lavoro dato che interessa pure a me.
Che scadenze hai comunque?Per l'esame di stato o prima?Altrimenti se può interessarti magari posso cercare qualcosa anche sul tifo organizzato inglese(o meglio,quel che era!) quando vado su e consegnarti il tutto la prima volta che vengo a Bergamo o in un'eventuale trasferta (le mie,se coincidono con la mia presenza in Italia, saranno Rimini, Cesena, Bologna(?), Verona, Modena, Vicenza(?), Cremonese, Mantova... quelle in questa zona insomma! Wink )

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Dom 31 Lug 2005, 21:24 Profilo Invia messaggio privato HomePage MSN
ATALANTINA87
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la scadenza nn so qnd è xo se trovi qlc ti ringrazio...in qst giorni dovrò prep il discorso economico "marketing" per la vendita del materiale
Lun 01 Ago 2005, 12:23 Profilo Invia messaggio privato MSN
DexterH46
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Ok, in ogni caso non andrò in Inghilterra prima di fine Settembre. Buon lavoro! Wink

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Mar 02 Ago 2005, 20:33 Profilo Invia messaggio privato HomePage MSN
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