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BRESCIA-ATALANTA 1-0
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BRESCIA-ATALANTA 1-0
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mrfurby
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Dire che De Santis ieri abbia arbitrato male è un eufemismo e non è la solita giustificazione. E non mi riferisco solo al rigore e alla sua ripetzione... quella non è stata una valutazione arbitrale, è stato una recita da attore consumato, egocentrico e tracotante, ha voluto fare il fenomeno e far parlare un po' di se... ha recitato il suo monologo e probabilmente sta gongolando ancora adesso per la sua genialata. Però anche nei primi 90' minuti ha arbitrato alla cazzo, ha lasciato correre su gran parte dei falli suini, ha lasciato che i bresciani picchiassero a destra e sinistra, ha permesso che la partita scadesse nelle botte. L'Atalanta non ha giocato come le altre volte, ha giocato male, si è lasciata prendere dall'emozione e dalla tensione, ma i bresciani non hanno fatto di meglio, anzi, il loro non-gioco era prendere palla (in qualsiasi modo) poco fuori dalla loro area e lanciare la palla lunga a Caracciolo, niente di più. Io ho dei dubbi persino sullo stesso fallo di Rivalta, a me sembra che sia caduto addosso al sunì perchè è scivolato, e inoltre quella palla il sunì non l'avrebbe nemmeno presa. Comunque dando per buono il fallo e giusta la decisione, al 94' di un derby teso fino all'inverosimile, come fai ad avere il coraggio di fare ripetere il tiro quando il portiere ha appena parato e Di Biagio non è stato minimamente disturbato dai giocatori che sono entrati in area? E poi questa regola che applicano una volta sì e 100 no, che regola è? Mi pare che tutti i vari analisti concordano sulla totale mancanza di buon senso di de Santis, a cominciare da Tosatti. solo quel coglione superlampadato di Cesari si ostinava a difendere il cretino, raccontando tra l'altro che de Santis ha fischiato immediatamente appena visti i giocatori in area, cosa non vera e smentita dalle immagini e dall'audio a controcampo, la sequenza è stata: fischio- battuto - parata - gioia di calderoni - fischio (di merda). Io comunque continuo a crederci, ieri è stata una giornata no, giocata contro 11 picchiatori-non-giocatori, per questo mi aspetto una bella prestazione fuori casa a Reggio (dove si spera ci lascino giocare a calcio) e soprattutto contro il Palermo. Magari sono un utopista, ma di sicuro non mi rassegno. sempre e solo FORZA ATALANTA.

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"Osservate con quanta previdenza la natura madre del genere umano ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri, dissennati, godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia. Il cuore ha sempre ragione" E.da Rotterdam


...col botigliù semper in di mà...

L'ultima modifica di mrfurby il Lun 18 Apr 2005, 11:23, modificato 1 volta
Lun 18 Apr 2005, 11:14 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
pagliafieno
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mrfurby ha scritto:
Dire che De Santis ieri abbia arbitrato male è un eufemismo e non è la solita giustificazione. E non mi riferisco solo al rigore e alla sua ripetzione... quella non è stata una valutazione arbitrale, è stato una recita da attore consumato, egocentrico e tracotante, ha voluto fare il fenomeno e far parlare un po' di se... ha recitato il suo monologo e probabilmente sta gongolando ancora adesso per la sua genialata. Però anche nei primi 90' minuti ha arbitrato alla cazzo, ha lasciato correre su gran parte dei falli suini, ha lasciato che i bresciani picchiassero a destra e sinistra, ha permesso che la partita scadesse nelle botte. L'Atalanta non ha giocato come le altre volte, ha giocato male, si è lasciata prendere dall'emozione e dalla tensione, ma i bresciani non hanno fatto di meglio, anzi, il loro non-gioco era prendere palla (in qualsiasi modo) poco fuori dalla loro area e lanciare la palla lunga a Caracciolo, niente di più. Io ho dei dubbi persino sullo stesso fallo di Rivalta, a me sembra che sia caduto addosso al sunì perchè è scivolato, e inoltre quella palla il sunì non l'avrebbe nemmeno presa. Comunque dando per buono il fallo e giusta la decisione, al 94' di un derby teso fino all'inverosimile, come fai ad avere il coraggio di fare ripetere il tiro quando il portiere ha appena parato e Di Biagio non è stato minimamente disturbato dai giocatori che sono entrati in area? E poi questa regola che applicano una volta sì e 100 no, che regola è? Mi pare che tutti i vari analisti concordano sulla totale mancanza di buon senso di de Santis, a cominciare da Tosatti. solo quel coglione siperlampadato di Cesari si ostinava a difendere il cretino, raccontando tra l'altro che de Santis ha fischiato immediatamente appena visti i giocatori in area, cosa non vera e smentita dalle immagini e dall'audio a controcampo, la sequenza è stata: fischio- battuto - parata - gioia di calderoni - fischio (di merda). Io comunque continuo a crederci, ieri è stata una giornata no, giocata contro 11 picchiatori-non-giocatori, per questo mi aspetto una bella prestazione fuori casa a Reggina (dove si spera ci lascino giocare a calcio) e soprattutto contro il Palermo. Magari sono un utopista, ma di sicuro non mi rassegno. sempre e solo FORZA ATALANTA.



Mi trovi perfettamente ed assolutamente d'accordo su tutto!

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BENTORNATO A CASA CRISTIANO!


CRISTIANO DONI fan club - Tessera n° 3


Ora tutta quanta la curva la curva...........canterà per te...........Dea devi vincere...........Dea devi vincere!!!!!!!!!!!!!!!
Lun 18 Apr 2005, 11:19 Profilo Invia messaggio privato MSN
Daniele 78
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Non avendo visto la partita, per un giudizio generale non posso che rimettermi alle impressioni di chi, a Bs o in tv, ha assistito all'incontro.

Da quanto ho sentito alla radio ho avuto l'impressione che la squadra fosse bloccata dalla tensione e non abbia espresso il gioco di questi ultimi tempi.
Inoltre, dai riflessi filmati mi viene da dire che

1) Il buon (si fa per dire) Rivalta ha fatto una cosa giusta: beccarsi il rosso e saltare così una o due partite. Io capisco tutto, siamo l'Atalanta e gli scarponi in difesa ci toccano. Però certe cose non le accetto: va bene un autogol, un tunnel subito, un fuorigioco non scattato, ma regalare rigori idioti (con l'avversario comunque impossibilitato a rendersi pericoloso) è inammissibile! Già lo aveva fatto a Bologna, sullo 0-1 per noi con la partita in pugno, e ieri c'è ricascato. Siamo tornati agli svarioni di qualche tempo fa??? Ora ci manca il rientro di Taibi...

2) A norma di regolamento la ripetizione del rigore poteva pure starci (ma allora anche la ripetizione della ripetizione), e non mi va di prendermela con il solito arbitro. Però le regole si fanno rispettare sempre. Oggi invece 'sto fatto dei giocatori in area gli arbitri lo guardano saltuariamente (eufemismo), col risultato che sono loro a decidere quando un penalty va segnato o sbagliato (vedere anche Samp-Chievo). Io me la prenderei pure coi miei giocatori (ma perché non se ne stanno fermi fino alla battuta?) però se uno non scatta subito al fischio poi viene bruciato dall'avversario partito prima sull'eventuale ribattuta, senza che il direttore di gara, 9 volte su 10, faccia ripetere. Mi ricordo un Atalanta-Milan con Gullit più avanti del pallone (!) al momento della battuta dagli undici metri di Bianchezi, penalty respinto e poi spazzato lontano dallo stesso Gullit.

3) Un piccolo appunto su "tutto il calcio minuto per minuto": ma perché continuano a mandarci Tonino Raffa (calabrese)?!?. Se ce l'ha con l'Atalanta fatti suoi, ma allora mandatelo da qualche altra parte! Avevo smesso di sentire la radio dopo un Atalanta-Perugia (2-2, pareggio di Vierchowood al 96'...) con un suo gufaggio vergognoso nei nostri confronti, e ieri di nuovo. Non è stato come qualche anno fa, però un po' c'ha dato dentro (dopo il gol tra l'altro ha annunciato lo scoppio di petardi da parte nostra, e già mi sono visto la squalifica del nostro campo sino a fine stagione).

Hasta la Dea siempre!
Lun 18 Apr 2005, 12:33 Profilo Invia messaggio privato
davideroma
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ma nessuno di voi ha fatto caso che è il terzo rigore contro consecutivo che ci danno?
ieri sono stato malissimo.
comunque ho ripensato anch'io all'atalanta-brescia1-1 dell'aprile 2000.il rigore tirato 2 volte da caccia,prima gol poi no e sull'azione seguente rigore x il brescia.
daniele,la rabbia annebbia i pensieri. il gol di vierchowod era in atalanta-piacenza.a bologna era stato mingazzini a fare il fallo da rigore.
Lun 18 Apr 2005, 12:38 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
silver
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Daniele non per difendere rivalta, ma è scivolato, il rigore poteva starci come non starci, diciamo che non era nettissimo, De santis è incompetente e si sa, a me però più che per il rigore ( a caldo gliene ho tirate giù di tutti icolori all'arbitro eh), rode per come abbiamo giocato ,perchè abbiamo toppato alla grande la partita e non per meriti del brescia perchè non è che siano stati tutto sto gran fenomeno, e poi le squaligiche e gli infortuni, makinwa non credo ce la faccia per mercoledi, bellini si parla di distorsione al ginocchio e pure lui è in forse, rivalta e montolivo squalificati, se poi ci vogliamo mettere pure marcolini e sala usciti malconicni ti accorgi che più che i tre punti persi c'è da preoccuparsi di altro Sad

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Non piangere per chi non ti merita perchè sarà lui a piangere quando avrà capito di averti perso per sempre

è inutile cancellare qualcosa dalla mente se ormai l'hai incisa nel cuore

l'amicizia non è solo dirsi ti voglio bene, ma guardarsi negli occhi e intendere il silenzio di una lacrima
Lun 18 Apr 2005, 12:45 Profilo Invia messaggio privato MSN
macciu
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Ieri è scoppiato un petardo nella curva bresciana dopo il gol...Regolamento alla lettera partita vinta a tavolino dall'Atalanta 3 a 0 no?
Comunque io rimango ottimista, ma il Milan ha le prox partite Chievo e Parma in casa...quindi 6 punti regalati alle nostre avversarie!
In ogni caso la classifica rimane corta...in caso di vittoria a Reggio(ma visto l'affaticamento di domenica e il giorno in più di riposo dei reggini la vedo dura..) Lo so che biasogna guardare solo in casa propria, ma se le grandi non faranno il loro dovere l'Atalanta potrà dire che non poteva fare molto di più...Infatti se tutto fosse andato da pronostico non saremmo così abbattuti...Una sconfitta fa male è vero, ma la classifica di più...Siamo nella situazione di prima del Chievo, quindi niente +è compromesso!Il tifo deve continuare...Se usciremo da Reggio con qualche punto o almeno il distacco immutato, allora ci vuole il pienone con il Palermo!

_________________


Quanto è bella mia cugina Bianca,top model!

www.biancabalti.com

Guarda i miei video!

http://www.youtube.com/watch?v=-sus82vGDi8

http://www.youtube.com/watch?v=8A9u5bjWLMY
Lun 18 Apr 2005, 12:46 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
vale-almenno
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IL BUON RIVALTA...POVERETTO..E' INCIAMPATO..ED E' CADUTO SUL GIOCATORE... D'ALTRONDE SE CADI NON PUOI SPARIRE MAGICAMENTE

VERAMENTE IO NON GLI DAREI COLPA...SE CADI..MICA FAI APPOSTA

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Lun 18 Apr 2005, 12:46 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail Yahoo MSN
vale-almenno
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macciu ha scritto:
Ieri è scoppiato un petardo nella curva bresciana dopo il gol...Regolamento alla lettera partita vinta a tavolino dall'Atalanta 3 a 0 no?
Comunque io rimango ottimista, ma il Milan ha le prox partite Chievo e Parma in casa...quindi 6 punti regalati alle nostre avversarie!
In ogni caso la classifica rimane corta...in caso di vittoria a Reggio(ma visto l'affaticamento di domenica e il giorno in più di riposo dei reggini la vedo dura..) Lo so che biasogna guardare solo in casa propria, ma se le grandi non faranno il loro dovere l'Atalanta potrà dire che non poteva fare molto di più...Infatti se tutto fosse andato da pronostico non saremmo così abbattuti...Una sconfitta fa male è vero, ma la classifica di più...Siamo nella situazione di prima del Chievo, quindi niente +è compromesso!Il tifo deve continuare...Se usciremo da Reggio con qualche punto o almeno il distacco immutato, allora ci vuole il pienone con il Palermo!


NON E' CADUTO IN CAMPO, MA NELL'ERBA..CHE ATTORNIA IL CAMPO...
DEVONO CADERE IN CAMPO...PER DARLA VINTA A TAVOLINO...

NON AGGRAPPIAMOCI COME LE SQUADRE LADRE ADESSO..A TUTTO...

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Lun 18 Apr 2005, 12:47 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail Yahoo MSN
Daniele 78
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Sul rigore di Bologna (Mingazzini e non Rivalta) è vero, mi sono sbagliato e mi scuso con gli interessati (che tanto dubito leggeranno mai queste mie righe). Comunque rimane il fatto che quello di ieri mi è sembrato un regalo in stile girone d'andata, speriamo non si ripeta. Che Rivalta sia scivolato forse è vero, ma l'errore rimane (anche Taibi con la Lazio si era davvero fatto male).
Ho poi confuso anche il Piacenza con il Perugia, ma questo a differenza del precedente mi sembra un errore veniale, e rimane il succo del discorso.
Che la rabbia mi abbia annebbiato, poi, è la pura verità Embarassed Embarassed Embarassed
Lun 18 Apr 2005, 13:04 Profilo Invia messaggio privato
Mirko
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Vaff. sto troppo male !
Spero solo che il bs con questi due punti in più non trovi
la salvezza.
Comunque i pochi punti che abbiamo ce li siamo sudati alla grande
mentre altri hanno avuto un sacco di regali.
Arbitri protagonisti che volgiono far parlare si sè a tutti i costi.
Questo bastardo non doveva arbitrare da anni.
Ricorso per esempio un Milan Chievo di quando il Chievo era
primo e venne tartassato a S.Siro da questo personaggio.
Twisted Evil

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Ora e sempre magica Atalanta
Lun 18 Apr 2005, 13:51 Profilo Invia messaggio privato
gioeli
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vale-almenno ha scritto:
IL BUON RIVALTA...POVERETTO..E' INCIAMPATO..ED E' CADUTO SUL GIOCATORE... D'ALTRONDE SE CADI NON PUOI SPARIRE MAGICAMENTE

VERAMENTE IO NON GLI DAREI COLPA...SE CADI..MICA FAI APPOSTA


ma se cadendo provochi danno ad un avversario, è giusto dare rigore... lo scandalo è averlo fatto tirare di nuovo e, come detto sopra da altri, aver fischiato tutto ai nostri e poco o niente a loro (vedi primo tempo due punizioni per loro dal limite su "contrasti" aerei e dalla parte opposta, stesso contatto, tutto buono)... :x
Lun 18 Apr 2005, 14:27 Profilo Invia messaggio privato HomePage
Gigi
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DeSanctis sia che arbitri a favore (At- Palermo dell'anno scorso) o contro è un testa di ca...volo!
Assodato ciò, ho visto l'azione del rigore in diretta e in moviola! Ed il fallo di Rivalta (che doveva essere stanco, in quanto era poco lucido) è netto!!! Da terra ha allargato un braccio, facendo cadere l'avversario!
Poi DeSanctis ha fatto il resto, perchè non era da ripetere; guardava solo Rivalta che sarà entrato si e no di 1/2 metro, con DiBiagio che calciava da fermo!

Il punto è che la squdra doveva già essere in vantaggio! Ci rifaremo a Reggio!
In fondo 1 vittoria è meglio di 2 pareggi!!!!
Lun 18 Apr 2005, 14:40 Profilo Invia messaggio privato
Alex - Bg
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Incredibile, leggo adesso i tabellini, 3 ammoniti per l'Atalanta (Montolivo, Rivalta doppia e Bernardini ed uno solo nelle file dei suini (Stankevicius, colui che ha azzoppato Bellini e gli ha rifilato due gomitate gratuite, ha fatto quello che gli ha ordinato il mister). Che arbitro osceno, non ho parole.
Lun 18 Apr 2005, 16:48 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
zio val
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Oh... io la butto lì...
ma non è che ha arbitrato alla c*zz* apposta giusto per mettere alla prova i tifosi??
Se ci pensate... bene... Shocked

Comunque complimenti a chi è andato a Brescia. Gran bella lezione di civiltà. Soprattutto ai media che non aspettavano altro che si verificasse qualche incidente..

Che mondo di m*rd*... Sad

_________________
La mia ALFA 147? 160.000 Km!
visita la mia città: http://rekellps.miniville.fr
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Lun 18 Apr 2005, 16:54 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
DeaInMyHeart
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Come è stata riportata la notizia sui quotidiani bresciani

BRESCIA OGGI


1-0, senza incidenti
Il Brescia vince il «derby della paura»
E ORA, STRADE DIVERSE
A tre minuti dalla fine del derby era virtualmente condannato alla retrocessione
Il Brescia si aggrappa alla A
Vittoria-shock sull’Atalanta ma la salvezza resta difficile



di Marco Bencivenga

Sul campo ha vinto il Brescia grazie al rigore trasformato nei minuti di recupero da Gigi Di Biagio, un gol alla seconda esecuzione dopo che la prima, parata, era stata fatta ripetere dall’arbitro De Santis. Fuori e sugli spalti ha vinto la sportività e ha vinto l’apparato di sicurezza che ha evitato, in virtù di un massiccio spiegamento di forze, che si accendessero degli scontri che, con le nuove disposizioni, avrebbero comportato la sospensione della partita.


Brescia e Bergamo sono divise da 55 chilometri di autostrada, distanza che ieri si è azzerata per alcune ore, complici il derby calcistico e la grande rimonta nerazzurra in fondo alla classifica, da «meno 12» all’aggancio in sole sei giornate.
Dopo lo scontro diretto deciso da un rigore battuto due volte nei minuti di recupero, le due squadre e le due città sono tornate a dividersi: Brescia e il Brescia hanno ripreso a credere nella salvezza, Bergamo e l’Ataltanta molto probabilmente hanno detto addio alla serie A


Fino al minuto numero 92 del derbv, in pieno recupero, Brescia e Atalanta erano ferme sullo 0-0 e il tabellone del Rigamonti annunciava due risultati shock: il 2-1 del Siena sul Milan e il 2-0 del Chievo sul Parma. La combinazione dei tre risultati rimescolava le carte della volata-salvezza, ma soprattutto condannava virtualmente alla retrocessione in serie B entrambe le squadre in campo.
A 180 secondi dalla fine (in tutti i sensi), il Brescia si è sottratto con abile mossa a quell’abbraccio mortale: Vonlanthen - attaccante bonsai appena subentrato a Martinez - ha indotto in tentazione Rivalta, il difensore nerazzurro ha «peccato» e l’arbitro De Santis - giudice inflessibile - ha decretato la massima punizione, rigore a tempo scaduto, fallito in prima battuta da Di Biagio, fatto ripetere perché qualcuno era entrato in area prima del tiro e trasformato al secondo tentativo dallo specialista che nel 1998 si fece maledire dai tifosi di tutta Italia per aver calciato sulla traversa un penalty decisivo nei quarti di finale dei Mondiali di Francia.
Quando la palla è finita alle spalle del portiere Calderoni, gonfiando la rete di fronte alla curva Nord cuore del tifo biancazzurro, i destini di Brescia e Atalanta si sono improvvisamente divisi: l’undici di Alberto Cavasin è tornato ad agganciare il treno salvezza, come un passeggero che arriva in ritardo alla stazione, ma balza al volo sull’ultimo vagone; la squadra di Delio Rossi ha probabilmente detto addìo alla serie A, interrompendo e vanificando la splendida rincorsa che negli ultimi due mesi le aveva permesso di rimettere in discussione un verdetto che sembrava già emesso.
Davvero singolare il destino dell’Atalanta, condannata due volte dal Brescia nell’arco dello stesso campionato: la prima dopo il derby d’andata, 0-0 a Bergamo, con i nerazzurri ultimi in classifica a -7 , incapaci di conquistare la prima vittoria dell’anno, contestati dai tifosi e, di lì a poco, costretti a esonerare il tecnico Andrea Mandorlini; la seconda ieri, punto di caduta di una rincorsa iniziata con l’arrivo di Rossi, allenatore che ancora non si arrende all’evidenza della classifica («La salvezza? Ci credevamo quando eravamo staccatissimi e ci crediamo a maggior ragione ora che abbiamo solo 6 punti di ritardo e 21 potenzialmente a disposizione nelle ultime 7 giornate »), ma deve ammettere di aver mandato fuori giri la propria squadra («Altro che giocare a mente libera! Da 4-5 mesi non possiamo sbagliare una partita...»).
Il peso psicologico del derby, alla fine, è rimasto quasi completamente sulle spalle di Sala e compagni, alla vigilia annunciati in smaglianti condizioni di forma, sullo slancio di tre vittorie consecutive, alla prova del campo - invece - incapaci di mettere paura a Castellazzi, con Makinwa privato di ogni rifornimento, Lazzari tenuto lontano dalla zona topica e il solo Marcolini in grado di rendersi pericoloso trovando varchi a sinistra, in una zona d’ombra fra Stankevicius e Martinez. Meglio il Brescia, che non si è ripetuto sui livelli di San Siro, ma ha concesso poco o nulla in difesa e ha tenuto botta a centrocampo nonostante l’assenza di Milanetto (per non dire delle ormai lontane diserzioni di Almeyda e di Guana, il più grave handicap della stagione insieme alla rinuncia di Adani e allo stop per doping di Bachini).
Pur con i limiti ben noti in tutti i reparti, la squadra di Cavasin è riuscita a restare a galla, aggrappandosi al salvagente-Di Biagio (il salvagente De Santis, secondo Rossi e i soloni che ieri sera hanno animato la trasmissione «Controcampo» su Italia 1).
Unico contrappeso a una vittoria tanto attesa e importante, il bottino conquistato dalle concorrenti dirette, così che lo svantaggio del Brescia sulla quota salvezza («purtroppo destinata ad alzarsi», ammette Cavasin) si è ridotto di un solo punto: dai 4 pre-derby sul Chievo agli attuali 3 sul Parma, con la Fiorentina scomoda occupante del terz’ultimo posto dopo la sconfitta nel derby con il Livorno. Se fino a ieri la B sembrava un problema per quattro squadre, con un solo posto-salvezza disponibile, ora una retrocessione pare decisa (per l’Atalanta, ultima a quota 27) e per evitare le altre due si battono in cinque, dai 34 punti del Chievo ai 30 del Brescia passando per i 33 di Siena e Parma e i 32 della Fiorentina. E fra 48 ore si rigioca


92’: capitan Di Biagio sbaglia il rigore. Anzi, lo trasforma

E’ il derby dei giovanissimi: se Johan Vonlanthen (19 anni anni compiuti il primo febbraio) si rivelerà decisivo alla fine, il quasi «gemello» Fabrizio Zambrella (è nato solo un mese più tardi, il primo marzo 1986) è l’uomo a sorpresa all’inizio: in forse fino all’ultimo, recupera in tempo per dirottare in panchina Dallamano (unico bresciano doc che era atteso fra i titolari) e permettere a Cavasin di confermare dieci undicesimi del Brescia di San Siro. Unica variante obbligata: la sostituzione dello squalificato Milanetto con Berretta, mezzala chiamata a improvvisarsi vertice basso di un centrocampo a rombo che vede Zambrella in alto e la strana coppia Stankevicius-Del Nero ai lati. Sulle fasce Martinez e Wome, al centro dell’attacco Caracciolo, in difesa Zoboli e Domizzi (rispettivamente in marcatura di Lazzari e di Makinwa), con Di Biagio in ultima battuta e Castellazzi fra i pali. In assetto tipo l’Atalanta, schierata da Rossi con tre difensori davanti a Calderoni (il corto Rivalta in opposizione a Del Nero, i lunghi Natali e Sala a tenaglia su Caracciolo), cinque centrocampisti (da destra a sinistra, Motta, Montolivo, Marcolini, Bernardini e Bellini) e due punte (Lazzari e Makinwa).
Il primo tiro in porta, dopo soli 40 secondi, è di Lazzari, bravo a vincere un rimpallo sulla trequarti e battere a rete quasi d’istinto: Castellazzi è attento e para sicuro. Il Brescia risponde al 9’ con una punizione dalla distanza di Biagio deviata in angolo: corner di Wome e incornata fuori bersaglio di Stankevicius.
Il ritmo del gioco è subito vertiginoso, a scapito della precisione dei passaggi, con il Brescia più portato a costruire e l’Atalanta a giocare di rimessa. In fase offensiva la squadra di Cavasin non sfrutta la corsie laterali, privilegiando il corridoio centrale con una sorta di 3-3-3-1, che vede Zoboli, Di Biagio e Domizzi in difesa; Martinez, Berretta e Wome in mediana; Stankevicius, Zambrella e Del Nero a centrocampo; Caracciolo unica punta. Assetto che in fase difensiva diventa 5-3-1-1, con gli esterni che scalano di un gradino, «abbassandosi».
Il primo vero affondo dell’A- talanta, al 15’, è di Makinwa, bravo a strappare sulla fascia e a crossare a centroarea, dove non ci sono compagni, ma Martinez rinvia corto, proprio sui piedi di Montolivo: il «regalo» è talmente inatteso da sorprendere perfino il fantasista nerazzurro, incapace di approfittarne. Sul rovesciamento di fronte cross da manuale di Del Nero, ma Caracciolo e Stankevicius sono in ritardo d’un soffio e l’occasione sfuma.
Al 25’ la prima ammonizione della partita è per Rivalta, che ferma Caracciolo a centrocampo. Dopo il fallo, in realtà, il Brescia continua a giocare: l’arbitro concede il vantaggio, ma Stankevicius perde palla. E a quel punto è tardi per reclamare la punizione «retroattiva». Due minuti più tardi proprio il lituano rimedia il secondo cartellino giallo sgambettando Marcolini che schizza in contropiede dopo avergli rubato la palla. Il centrocampista dai capelli rossi dell’Atalanta, poco dopo, ci riprova con un bel tiro dalla distanza, ma non sorprende Castellazzi.
Al 32’ Cavasin, stanco degli insulti di uno spettatore, volta le spalle al campo e si infiamma in un dibattito a distanza: «Non siamo schiavi o gladiatori nell’arena», si giustificherà a fine partita. Sul terreno di gioco, intanto, il gioco del Brescia ha un’improvvisa fiammata: fuga e cross di Wome da sinistra e spettacolare destro al volo di Caracciolo che (d’esterno) manda la palla poco oltre la traversa. Senza fiato Calderoni, il portiere dell’Atalanta, pescato a metà strada fra linea di porta e uscita: se la traiettoria fosse stata più precisa, non avrebbe avuto scampo. Poco dopo, invece, è Natali a salvare la porta bergamasca, deviando in angolo una punizione-bomba di Wome da sinistra. Sull’altro fronte Bernardini ci prova dalla distanza, ma non inquadra lo specchio. E dopo tre minuti di recupero il tempo si chiude a reti inviolate.
Lo 0-0 è meglio di una sconfitta, ma serve a poco in chiave salvezza. Così, in aperture di ripresa Cavasin prova a vincere il derby inserendo un esterno di spinta, Schopp, al posto del compassato Zambrella.
Il neoentrato prova subito a duettare in area con Caracciolo: buona l’idea, ma il triangolo non si chiude. L’Atalanta replica al 5’ con Makinwa, abile a sfuggire a Domizzi, non altrettanto a evitare il «ritorno» di Martinez, che sbroglia. Sul rovesciamento di fronte, Schopp e Caracciolo - ancora loro - confezionano un assist al bacio per Del Nero che calcia d’istinto, ma manda la palla in curva. Stessa sorte, al 12’, per un pallone recuperato (bene) e calciato (male), ultima giocata della partita per il fantasista toscano che lascia il posto a Mannini ed è subissato dai fischi al momento di uscire dal campo.
Con il passare dei minuti la tensione del risultato (la paura di perdere) cresce su entrambi i fronti, moltiplicando falli ed errori. Annotata l’ammonizione di Bernardini (17’), al 19’ Rossi gioca la carta Adriano (al posto di Motta) e poco dopo ringrazia... Stankevicius che, smarcato in area atalantina da una rimessa laterale di Mannini, batte a colpo sicuro di «piatto» destro, ma non inquadra la porta. E’ la prima vera occasione da gol costruita (e sprecata) dal Brescia, mentre tabellone e radioline annunciano il vantaggio del Chievo sul Parma, una doccia fredda sulle speranze di entrambe le contendenti.
Al 24’ anche Bellini finisce sul taccuino dell’arbitro, ma per sbloccare il derby servirebbe un gol non un cartellino giallo. Rossi prova a trovarlo in panchina inserendo il potente centravanti Budan al posto del veloce Makinwa (ammaccato e fuori giri). Quattro minuti più tardi una «mezza palla gol» capita invece a Caracciolo: lancio lungo di Di Biagio, malinteso Sala-Castellazzi, incornatina fuori bersaglio. Passano trenta secondi e l’Airone ci riprova in spaccata, su cross di Mannini: portiere in ritardo, deviazione volante, palla a fil di palo. Incontenibile, in tribuna vip, la disperazione di Corsini, il sindaco di Brescia, che schizza in piede e grida: «Noooooo, l’avevo vista dentro...».
A undici minuti dalla fine - mentre parte del pubblico sfolla e sul Rigamonti si addensano nubi minacciose quanto i cori della curva Sud - Rossi prova a giocare il tutto per tutto: fuori Marcolini, un centrocampista, dentro la terza punta Migliaccio. Il gol tanto atteso, in realtà, arriva a 500 chilometri di distanza: lo segna Cozza, portando in vantaggio il Siena contro il Milan, risultato che apre un baratro in fondo alla classifica di serie A, fra le ultime due (Brescia e Atalanta, che sprofondano a -5) e il resto del gruppo. A Mompiano inutili i tentativi di Wome su punizione (39’ gran destro deviato in corner), di Montolivo in corsa (42’, parato) e due volte di Budan (destro al 43’, sinistro al 44’: Castellazzi neutralizza sicuro in entrambe le occasioni).
Quando il pareggio sembra ormai scritto in cielo entra in scena Vonlanthen, inserito da Cavasin al posto di Martinez: per il Brescia è una scossa di adrenalina. L’attaccante svizzero di origini colombiane in soli due minuti cambia la storia del derby: prima impegna Calderoni con un tiro dalla distanza, poi sprinta in area costringendo al fallo da rigore l’ingenuo Rivalta. Il cronometro segna 45’42’’, in pieno recupero: il Rigamonti esplode di gioia, Di Biagio toglie il pallone dalle mani di Caracciolo e lo va a mettere sul dischetto. Poi lo calcia debole e rasoterra alla sinistra del portiere. Che forse si è mosso in anticipo. O semplicemente ha intuito la direzione del tiro. In ogni caso para. Il Rigamonti ammutolisce, ma fra la sorpresa generale e le proteste atalantine (espulso Rivalta), De Santis ordina la ripetizione del tiro perché alcuni giocatori dell’Atalanta sono entrati in area in anticipo. Di Biagio non se lo fa dire due volte: torna sul dischetto, cambia direzione del tiro, porta le mani sui fianchi, si piega in due alla ricerca della massima concentrazione a, quando il cronometro segna 47’42", trasforma il rigore che può valere la stagione. Poi, non ha neppure la forza di esultare: si lascia sommergere dai compagni, mentre Calderoni resta a terra, a sua volta incapace di rialzarsi.
Nei tre minuti di recupero che restano l’Atalanta tenta un assalto disperato e il Brescia si difende in apnea. Poi il triplice fischio. Il derby è finito, il campionato continua. Classifica alla mano, per una squadra sola.m.b.

Il rigore, la pala, e un bel viaggio a Parigi
L’arbitro De Santis, Rivalta, Calderoni, Di Biagio e gli (strani) incroci del destino


Novantaduesimo: un lancio. Il pallone che va, lo scatto di Vonlanthen che c’ha il passaporto svizzero, parla spagnolo, ha il nome da olandese e la faccia da scugnizzo. Quella palla morbida. e Vonlanthen pensa: «Giuro che c’arrivo, è un po’ lunga, ma c’arrivo». Rivalta lo guarda e si chiede: «Ma questo qui chi si crede di essere?, tanto non c’arriva. Però forse ci arriva e allora mi conviene scattare, e giuro che l’accompagno sul fondo che te lo insegnano fin da bambino che da lì non fa gol neppure Maradona, sì quello che una volta con un pallone ti cambiava il Mondo e adesso con un palloncino si cambia lo stomaco e dimagrisce».
Ci va Rivalta, ma lo aspetta un destino cinico e baro come mia suocera quando gioca a briscola con il morto, e uno spera sempre che lei faccia il morto! C’è una zolla scomposta, una di quelle che Arturo Masserdotti, il «direttore» del Rigamonti, non ha pettinato, una di quelle che non ha lucidato con il «Pronto» perché gli è suonato il cellulare che lo chiamava il Questore che aveva qualche preoccupazione per la partita di oggi. C’è quella zolla maledetta e Rivalta pensa c’arrivo lo stesso. Lo pensa anche quando scivola, inciampa, s’arrota. E c’arriva perché si stende e s’allunga mentre plana al suolo come un aereoplanino di carta di 80 kg peso/forma come da almanacco Panini, plana addosso a Vonlanthen che cade e pensa: «Adesso non c’arrivo più». Lo pensa anche De Santis: «E sì, ci poteva arrivare, ma adesso non c’arriva più e allora io gli do il rigore» e mentre pensa fischia e tutto lo stadio salta che il boato lo sentono anche a Botticino Sera. Rivalta vorrebbe una pala perché così scava fino a trovare il petrolio, Caracciolo vorrebbe il pallone che così lo tira lui il rigore. Ma Di Biagio gli dice che no, lo tira lui che l’ultima volta lui, Caracciolo, ne ha tirati due che tutta Brescia si sta ancora chiedendo come ha fatto a segnarli che si vede che i miracoli esistono. «Lo tiro io!».
De Santis pensa che a lui non gliene frega di chi lo tira, Rivalta sta ancora scavando, in tribuna c’è chi tocca ferro, chi tocca un compagno, chi si tocca anche se non sta bene, e chi ne approfitta e tocca la bionda con la quarta che gli sta a fianco ed è troppo emozionata per accorgersene. Di Biagio pensa: «E se lo sbaglio?». E mentre lo pensa lo tira, e dall’altra parte c’è Calderoni che pensa: «Lo paro», e mentre lo pensa lo para davvero. E Rivalta passa la pala a Di Biagio che prende a scavare là dove Rivalta ha smesso. Ma De Santis fischia perché se uno ha il fischietto ogni tanto deve pur usarlo. Fischia perchè sono entrati in area in 23. Poi a De Santis gli fischiano le orecchie perchè si prende una carrettata di insulti, ma lui fa finta di niente perchè spesso gli arbitri fanno finta di niente. Di Biagio ridà la palla a Rivalta e si rifà dare il pallone, e in tribuna adesso tutti toccano ferro e si chiedono: «Ma allora siamo proprio dei pirla!». Di Biagio s’avvicina, prende la rincorsa corta che forse allora non si chiama rincorsa, e pensa: «Non sono pirla, ma se non faccio gol giuro che scappo in Mozambico che tanto c’è un campionato di calcio anche lì». E intanto Calderoni pensa: «Giuro che lo paro anche stavolta». E mentre lo pensa si lancia in tuffo, si distende fino a sentire male ai muscoli delle braccia, fino a cercare di farsi spuntare due centimetri di mano in più, a costo di passare poi per un fenomeno da baraccone. E in tribuna tutti pensano forse stavolta entra e in curva, quelli della nord lo vedono arrivare a destra, mentre quelli della sud lo vedono entrare a sinistra. Questione di punti di vista. Di Biagio pensa che non andrà in Mozambico, almeno per questa volta, ma a Palermo, anche se c’è ancora qualcuno che pensa sia la stessa cosa. De Santis pensa a sua moglie che voleva andare a Bergamo per l’anniversario di matrimonio e invece è meglio se la porta a Parigi che in fondo è anche più bella. Delio Rossi pensa che forse se ne andrà in serie B, Cavasin che forse lui in serie B non ci andrà.
Ciro Corradini

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Giudizio: pietoso

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Grande fabio, sono anni che anche io penso che Raffa porti sfiga!, purtroppo essendo calabrese forse ce lo ritroviamo ..anche mercoledi' a Reggio Calabria. Credo che le vittorie di Siena e Chievo siano state piu' negative della sconfitta a Brescia. E' noioso parlare degli arbitri, tanto il risultato non cambia, mercoledi per vincere! anche la reggina ha 2 squalificati e un paio di infortunati..
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GIORNALE DI BRESCIA

Punti al Brescia, lode ai tifosi
Le rondinelle vincono in extremis un derby correttissimo dentro e fuori lo stadio


Una vittoria in extremis, rocambolesca, a tinte forti. E la sconfitta dei «gufi», di chi per tutta la settimana ha ventilato (pregustato?) inenarrabili nefandezze da parte delle due tifoserie. Mai partita è stata più tranquilla: non un fumogeno, solo un petardo per festeggiare il successo, qualche sfottò, qualche coro e tanta... correttezza. In campo e fuori. Prima, durante e dopo. Complimenti agli ultras, azzurri e nerazzurri: hanno superato a pieni voti l’esame di maturità. E complimenti anche al Brescia di Cavasin che, pur giocando una partita col freno a mano tirato, per lunghi tratti priva di dignità tecnica, ci ha creduto fino in fondo. Quando, al 43’ della ripresa, in una gara languidamente avviata verso il nulla di fatto, tra due squadre afflitte da impotentia generandi (sterilità offensiva, in parole povere), Cavasin ha inserito il 19enne Vonlanthen, attaccante, togliendo Martinez, difensore, abbiamo pensato ad un peccato di superbia, ad un empito di presunzione: ragazzi, accontentiamoci del pari, perchè cercarsi il freddo per il letto? E invece, dopo pochi minuti, quando già il quarto ufficiale aveva esposto il tempo di recupero (5’), Domizzi s’inventa un lungo lancio in area, Caracciolo di testa indirizza palla verso Vonlanthen, scattato sulla mancina; lo svizzero si destreggia con agilità, Rivalta si spaventa e lo stende: il fallo è netto, il rigore ineccepibile. Nell’urlo, di felicità o di sgomento, di un intero stadio, percepisco la litania del collega Bonomi, seduto accanto, che ripete più volte: «Adesso però bisogna metterla dentro...». Di Biagio va sul dischetto, niente rincorsa, tiro centrale, non forte, Calderoni intuisce e devia. Disperazione. Ma ecco che De Santis fa no col ditino. Il penalty va ripetuto: troppi atalantini in area. Segue un parapiglia generale, con gli orobici che assediano l’arbitro; ne fa le spese Rivalta, espulso (doppia ammonizione). Finalmente, in uno stadio ammutolito, mentre sta per scoccare il minuto 48, Di Biagio ci riprova. E stavolta va bene, ancorchè con brivido, visto che Calderoni intuisce... Partita finita: tre punti al Brescia, zero all’Atalanta. I nerazzurri, encomiabili, hanno la forza di applaudire i loro tifosi; e questi ultimi lasciano lo stadio in buon ordine. Insomma, un comportamento esemplare. Nel dopo-gara sia il presidente dell’Atalanta Randazzo sia l’allenatore Rossi abbozzano con signorilità, accettando il verdetto. Il primo con arguzia pungente. L’arbitro? «Forse il regolamento è dalla sua parte. Ma c’è una norma non scritta, che è quella del buon senso... D’altronde esiste il detto ’’purus doctus, purus asinus’’, grande dotto, sublime asino!». Il secondo con una piccola provocazione: «Avrei voluto vedere se fosse capitato a voi bresciani...». Reazioni comprensibili; anzi, legittime. Il punto è un altro: il Brescia rientra a pieno titolo nel gioco-salvezza (Fiorentina a più 2, Parma e Siena a più 3, Chievo a più 4) senza molto merito, se non un briciolo di determinazione in più rispetto agli avversari. La partita è stata brutta come poche. La paura di perdere ha preso il sopravvento, bloccando entrambe le squadre che si sono distinte per una puntigliosa, assillante applicazione difensiva. Iniziative col contagocce; scarsissimo l’utilizzo delle fasce; giocatori preoccupati di mantenere le posizioni; portieri in vacanza; mai più di due passaggi riusciti di fila. Insomma, un calcio asfittico, lento, prevedibile, utile a far addormentare gli... insonni. Solo un episodio poteva sbloccare la gara. E l’episodio ha detto Brescia. Ma un piccolo merito va pur dato alla squadra di Cavasin: dopo un primo tempo esageratamente guardingo, nella ripresa gli azzurri hanno aumentato la pressione, cercando la vittoria più della remissiva Atalanta. Chissà, forse la squadra azzurra temeva troppo i nerazzurri, peraltro reduci da tre vittorie consecutive. Ed è probabile che la parola d’ordine fosse: «primo, non prenderne». In realtà, la compagine orobica è parsa poca cosa. Innocuo Makinwa (agevolmente controllato dall’ottimo Zoboli); maluccio Lazzari; valido, ma acciaccato Marcolini; confuso Motta; in pomeriggio anche Montolivo... In questa partita Cavasin ha qualche colpa e alcuni meriti. Tra le prime annoveriamo un eccesso di prudenza: una sola punta, Caracciolo, presa nella morsa di due-tre difensori ospiti, può fare ben poco. Inoltre, il tecnico ha optato in avvio per Zambrella, ma il giovane elvetico - in non buone condizioni - è rimasto avulso dal gioco per l’intero primo tempo. Infine, Del Nero ha tenuto una posizione piuttosto arretrata, riuscendo raramente ad «assistere» Caracciolo. Va aggiunto che il toscano ci ha messo del suo, offrendo una prova scialba, mai saltando l’uomo e cercando tiri di imperdonabile velleitarismo. Nella ripresa, l’iniziativa di Schopp (subentrato a Zambrella) e il... caos organizzato del veloce Mannini (per Del Nero) hanno dato alla squadra maggiore aggressività e, nel contempo, una minore prevedibilità. Ma per vincere c’è voluto lo zampino di Vonlanthen, il baby...
Gianni Gianluppi

Le Pagelle

Arbitro:
Massimo De Santis
6

Giudicare con obiettiva serenità l’operato di De Santis, arbitro internazionale di comprovata esperienza, è impresa ardua. Tutto ruota attorno alla ripetizione del rigore, evento che ha spostato l’ago della bilancia in favore del Brescia. Gli atalantini propendono per un eccesso di zelo e lo accusano di non aver usato il buon senso. Altri sostengono che ha semplicemente rispettato il regolamento. Il bello è che tutti hanno ragione, dipende dai punti di vista...


IL COLORE Pedate fin troppo morbide in un «Rigamonti» che neppure la partitissima è riuscita a riempire
Non è il Paradiso, ma c’è De Santis


Gli uomini primitivi andavano vestiti... nudi, planava sul sicuro un amico, docente di preistoria deduttiva all’Università dell’Imbecillinois. Anche Atalanta e Brescia vanno vestite nude: nude di calcio, addirittura glabre nel derby che ci si aspetterebbe come minimo tanto infuocato da richiedere l’intervento dei vigili del fuoco. Invece ecco le pedate tra «cugini», morbide, al fruttosio, da far apparire gladiatorio il più mollaccione dei celibammogliati. Abbiamo vinto noi, ma possiamo dire di aver avuto un provvido De Santis (arbitro) in paradiso. I tre punti hanno assunto l’aroma acuto, inebriante dell’essenza di bergamotto (per i fiacchi in botanica, pianticella, massimo tre metri, della famiglia delle rutacee, niente a che vedere con l’apparato digerente), base di ogni profumo. Gradevole anche nel nome, se si vince... Non c’è il pubblico che ci si aspetterebbe, al «Riga». La gradinata è brodosa di tifosi. Folte le curve, due nostre ed una, formicaio di 2.700 bergamotti, urlanti, sventolanti, sloganti, striscionanti, prodighi di lodi per Carraro, infiniti apprezzamenti per la pay-tv, cordialissimi «vaffa» all’indirizzo dei giornalisti, un timido augurio anche per il ministro Pisanu e via inneggiando alle nuove regole, ai petardi proibiti, a tutto il resto. Sono d’accordo, la nostra è una società (intesa come comunità d’uomini) fatta di quella cosa là, il torto è dei fessacchioni che pretendono partite tranquille. Il che mi fa dire una cosa e ricordarne un’altra: la prima, il calcio è una costante in continuo... movimento; la seconda è la storiella di quel tale che infila l’autostrada contromano e va gorgogliante con la radio accesa. All’improvviso lo speaker annuncia: «Attenzione a tutti gli automobilisti: sulla Brescia-Bergamo un pazzo corre contromano a tutta velocità». E l’ilare automobilista: «Uno solo? Ce ne sono a centinaia!». Dopo puntigliose ricerche è stato liquefatto ogni dubbio: fra gli ultras violenti e l’intelligenza è statisticamente impossibile una collisione. Al bar saluto Giuseppe Soffiantini che, assicura, porta fortuna. Mi son morso la lingua. Stavo per dirgli: «Allora possiamo mettere sotto sequestro i tre punti?». Sono certo che, da uomo spiritoso qual è, avrebbe riso sull’impertinenza. Ecco anche il sindaco nostro, Paolo Corsini, con quella chioma che dice, senza profferire parola, «super nivem dealbo», biancheggio più della neve. Scambia cordialità con quello che presumo sia il sindaco di Bergamo e il pomeriggio s’avvia ad un quieto snodarsi di calci. Al pallone, ovvio. Niente fumogeni, ma almeno un botto è sobbalzato nella semicurva sud dei nostri. Comprensibile davanti ad una vittoria così. Immaginate invece, sull’altra semicurva, come sono apparsi i nostri «cugini»: trafelati, trifolati, trafilati e trafitti dal gol dibiagino. Il nostro capitano, come il famoso dado, si dev’essere detto: «Mi faccio un rigore? Ma me o faccio doppio!». Dagli ultras nostrani d’un subito (mirare l’espressione leo pardiana) s’è levato il coro corroborante: «Serie B! Serie B!». E il cervo disse al bue: «Cornuto!».

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Giudizio: insufficiente, ma meglio che i colleghi del BresciaOggi... quantomeno hanno evitato di darci per spacciati in serie B...

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gioeli ha scritto:
vale-almenno ha scritto:
IL BUON RIVALTA...POVERETTO..E' INCIAMPATO..ED E' CADUTO SUL GIOCATORE... D'ALTRONDE SE CADI NON PUOI SPARIRE MAGICAMENTE

VERAMENTE IO NON GLI DAREI COLPA...SE CADI..MICA FAI APPOSTA


ma se cadendo provochi danno ad un avversario, è giusto dare rigore... lo scandalo è averlo fatto tirare di nuovo e, come detto sopra da altri, aver fischiato tutto ai nostri e poco o niente a loro (vedi primo tempo due punizioni per loro dal limite su "contrasti" aerei e dalla parte opposta, stesso contatto, tutto buono)... :x


Concordo, decisamente.
Strano che lampadato cesari abbia detto simili cazzate, di solito ci prende un po' di piu' di 90minuto (Longhi ne sbaglia 2 su 3, manco sa il regolamento!).

Aggiungo solo che dalla rosea pare che Montolivo NON sia stato ammonito, quindi c'e' da sostituire "solo" Rivalta (e i rotti) Crying or Very sad

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macciu ha scritto:
...se tutto fosse andato da pronostico non saremmo così abbattuti...Una sconfitta fa male è vero, ma la classifica di più...Siamo nella situazione di prima del Chievo, quindi niente +è compromesso!Il tifo deve continuare...Se usciremo da Reggio con qualche punto o almeno il distacco immutato, allora ci vuole il pienone con il Palermo!


Situazione pre-Chievo?Si... ma con DUE GARE IN MENO!!!
Avevo detto di non fare i conti in tasca alle altre... che poi si sbaglia sempre.... pensiamo a noi e a Reggio e basta.

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Non ricordo dove ma mi pare Umbe (???) abbia nominato un episodio con Bianchezi, Gullit(oltre il pallone calciato!!!) e Milan.
Beh... appunto, Milan e Gullit, ti pare giusto contestare quella decisione? Siamo in Italia, e il berlusca muoveva i suoi primi passi! Evil or Very Mad

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