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robyrobyla
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COPPOLA, DE ASCENTIS
DOMANI LA PRESENTAZIONE Stampa Torna
L’Atalanta B.C. S.p.a. comunica che i calciatori Ferdinando Coppola e Diego De Ascentis verranno presentati alla stampa domani, giovedì 5 luglio, alle ore 11.30 presso il centro Bortolotti di Zingonia.

www.atalanta.it

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...Su di noi dicono tante falsità
ci dipingono con ogni genere di menzogne
e ci gettano addosso tutto il fango possibile
ma l'unica verità è che siamo Trafficanti di Sogni...

Ultras Atalanta
Mer 04 Lug 2007, 20:03 Profilo Invia messaggio privato MSN
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Oh ma ci avete fatto caso che a parte 'sti due nessun altro dei nuovi acquisti è stato presentato alla stampa? allucinante... è il primo anno che vedo una cosa del genere...

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11/11/2007: IO NON SONO UN ULTRAS!
Dom 19 Ago 2007, 15:34 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
PelkoDen
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pota ma neanke la squadra è stata presentata quest'anno...han fatto solo il saluto di 9 minuti e basta

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Dom 19 Ago 2007, 17:22 Profilo Invia messaggio privato
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è assolutamente pazzesco... Confused

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11/11/2007: IO NON SONO UN ULTRAS!
Dom 19 Ago 2007, 17:41 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
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Hanno ripreso a far le presentazioni...
Ecco immagini e parole di tutti i nuovi arrivati a Bergamo.
Cominciamo con Mister Del Neri, poi Coppola, De Ascentis e via via tutti gli altri. Si ringraziano le fonti www.atalantini.it , www.ecodibergamo.it e www.ilnuovogiornaledibergamo.it per le foto ed i testi.





Gigi Delneri si è presentato oggi con la serietà ed il pragmatismo che lo contraddistingue. Come nei migliori eventi il ritardo, ha riservato una cornice di tifosi, ma soprattutto ultras, che hanno atteso l'arrivo del neoallenatore atalantino, riservandogli come ai suoi predecessori un caloroso benvenuto con tanto di sciarpa beneaugurante.
Delneri poi non si è sottratto al fuoco di domande della carta stampata e delle televisioni accorse per la presentazione.
Riportiamo in breve la conferenza stampa da poco conclusa.

Ruggeri: “ Presentare Delneri non è difficile perchè lo conosciamo tutti. Il suo curriculum parla da se. Lascio la parola a lui “.

Delneri: “ Ringrazio per l'opportunità concessa dall'Atalanta. Vengo con grande enstusiasmo, e trovo un ambiente pronto per fare bene. Spero di poter riuscire nell'obbiettivo di fare quello che la società ha chiesto “.

Delneri si sofferma al campionato passato “ L'Atalanta ha svolto un ottimo campionato e cercheremo di non stravolgere troppo gli equilibri. La squadra ha chiuso con grosso entusiamso e questo è un buon punto di partenza. Così come il pubblico che è noto a tutti “.

Delneri, lei viene da una serie di insuccessi come quelli di Porto, Roma e Palermo.
“ Se si presume che forse la Roma ed il Palermo dovevano vincere lo scudetto, allora ha ragione. Se si pensa che non si è fatto un buon lavoro, non sono daccordo. La Roma si è salvata, ed era una società in chiare difficoltà quell'anno. Quando sono andato via era già salva con 38 punti ed anzi era vicina all'Europa. E poi, sono stato io ad andare via, non c'era più un buon rapporto e feeling.
Zamparini è una persona focosa, penso che l'esonero sia stato affrettato. Il Palermo era in corsa per l'Europa ed anche per la Coppa Italia. Mi è discpiaciuto perchè anche con i tifosi c'era un buon rapporto. Vedete, ci vogliono i tempi giusti per costruire un progetto. Dispiaciuto anche per Porto, purtroppo quando parlano i campioni d'Europa, loro a livello mediatico sono più forti di te. Però penso che i dati siano dalla mia parte “.

Pensa di portare il progetto Chievo anche qui a Bergamo?
“ Non si sposta un progetto, si spostano l'entusiasmo e le idee. Bergamo è una piazza importante che deve rimanere nell'elite del calcio. Con Ruggeri abbiamo parlato di un progetto “.

Porterà il suo collaudato 4-4-2?
“ Non è importante. C'è poca differenza tra 4-4-2 ed un 4-4-1-1 “.

Porterà giocatori dal Chievo con se?
“ Se c'è qualche giocatore utile che interessa bene, ne discuteremo, se no pazienza “.

Crede in Vieri?
“ Io credo che i grandi campioni siano motivo di riconferma ed entusiasmo “.

Lei ha un carattere forte, determinato. Come vede la sua figura in questa avventura e la scelta di firmare per un solo anno.
“ L'Allenatore deve essere sempre autonomo, democratico e non dittatore. 1 anno di contratto è giusto, in 1 anno ci si può conoscere. Poi sono i risultati che danno continuità ai progetti e non il contrario. Se la società pensa che ho fatto un buon lavoro per me basta una stretta di mano “.

Il pubblico di Bergamo?
“ Il pubblico di Bergamo è passionale e caloroso. Vuol lottare e vuole che non si molli mai, più che la tecnica e la tattica. E' questo che i giocatori devono al pubblico “.

Perchè la scelta dell'Atalanta?
“ Non è che c'erano molte possibilità in A – risata ironica di Delneri – La sintonia si è instaurata subito tra me ed il Presidente. E' stato un rapporto senza tante parole. Ripeto, una stretta di mano e via...”.

Rinforzi particolari? E come vede Doni?
“ Sono andati via dei giocatori, mi riferisco a i due centrali di centrocampo, però ne abbiamo parlato in modo generalizzato, sono qui solo da una settimana. Con Doni, prima voglio parlare con lui, comunque conosco le sue qualità. Sono conscio che il suo ruolo sia quello in cui ha giocato in questa stagione. Però sono sicuro anche che potrebbe giocare in un altro ruolo, che però mi tengo per me “.

Ci sono giocatori intoccabili per lei?
“ Penso di no. Doni però potrebbe esserlo. Poi, se dovesse succedere che non sta bene oppure è infortunato, provemo qualcun'altro “.

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11/11/2007: IO NON SONO UN ULTRAS!

L'ultima modifica di Palermo Neroblu il Sab 01 Set 2007, 17:53, modificato 1 volta
Sab 01 Set 2007, 17:37 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
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COPPOLA E DE ASCENTIS



C’era già un pochino di Atalanta in Diego De Ascentis. Spera, Ferdinando Coppola, di sostituire degnamente, pur in un altro ruolo, il suo conterraneo Giulio Migliaccio.
E’ con loro, che la sala presentazioni del Centro Bortolotti di Zingonia accende i riflettori per la stagione 2007-2008. Con i volti dei primi due neoacquisti della Dea, presentati alla stampa quest’oggi intorno alle ore 12. Di fianco, il direttore tecnico Carlo Osti e l’Amministratore Delegato, Isidoro Fratus. (nelle "news" è possibile leggere le dichiarazioni dei due dirigenti)

De Ascentis, classe 1976 arriva dal Torino e, nonostante non abbia mai vestito la maglia nerazzurra, da piccolo nelle giovanili del Como, sua città d’origine, calcisticamente è stato “formato” dal “mago” del vivaio atalantino Mino Favini, allora ancora responsabile del settore giovanile del club lariano.
“E’ quasi 20 anni che non ci vedevamo, mi ha fatto gli auguri. Un grande piacere rivedere una persona come lui”.

Centrocampista centrale, ma dice di sapersi adattare in più ruoli. 12 stagioni tra A e B, ma solo quattro le maglie che ha indossato: tre stagioni a Bari (96’-’99) con quello che definisce il suo “papà calcistico” Eugenio Fascetti, poi la parentesi al Milan e le sei stagioni al Torino intervallate dall’anno a Livorno nel campionato 2005-2006.

De Ascentis era stato vicino al passaggio in nerazzurro anche la scorsa stagione.
“Vero, arrivo in ritardo, l’importante però è arrivare. Vengo a Bergamo al momento giusto e con tanta voglia di fare bene”
Alcuni tifosi non avevano visto benissimo il tuo rifiuto ai colori nerazzurri la scorsa stagione.
“Sinceramente non era un rifiuto – controbatte De Ascentis-, piuttosto avevo fatto un’altra scelta. Dimostrerò sul campo la convinzione di essere approdato all’Atalanta. L’Atalanta mi voleva, l’allenatore mi voleva, non ho avuto dubbi sulla scelta ed è giusto che ripaghi della fiducia”.

De Ascentis in termini di ruolo è il sostituto di Migliaccio, un eredità non di poco conto.
"E' un piacere quanto un onere rimpiazzare un giocatore che per l'Atalanta è stato molto importante".



Ferdinando Coppola, 29 anni e cresciuto nel Napoli, sarà uno degli estremi difensori della Dea nella prossima stagione. Arriva da una straordinaria stagione con la maglia del Piacenza.

“Spero di confermarmi anche in serie A, dopo la stagione a Piacenza e la positiva parentesi precedente ad Ascoli. E’ un’occasione, quella di tornare nella massima serie, che devo sfruttare al massimo per consolidarmi. E chissà magari un futuro qui all’Atalanta”.

A Bergamo, salvo una cessione di Calderoni, Coppola è in ballottaggio per il posto da titolare.
“Sinceramente non mi sono posto tale problema prima di accettare. Per me era troppo una grande opportunità di tornare in serie A. Comunque ritengo che una squadra di A possa anche avere due portieri di grande livello. Calderoni, assieme a tutta la squadra, lo scorso campionato si è salvato alla grande. Dico solo che metterò a disposizione qualità e professionalità. E non sarò titolare da subito, aspetterò in ogni caso con tranquillità. Sarà il campo a decidere”.

Ha lasciato l’Atalanta un partenopeo che è nel cuore dei tifosi, Migliaccio, arriva un altro napoletano.
“Sì Giulio ha fatto grandi cose e all’Atalanta ha avuto il lancio definitivo che meritava. Spero, nonostante il ruolo diverso, di ripetere quello che d’importante ha fatto lui qui a Bergamo”.

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Sab 01 Set 2007, 17:43 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
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COSTINHA

Scocca il mezzogiorno, dov’è Costinha? Seduti al tavolo della sala stampa ci sono il presidente Ivan Ruggeri, il ds Carlo Osti e il mister Gigi Del Neri. Pronta c’è già la maglia a strisce neroblù che vestirà Costinha col numero 4. Si parla del campionato al via e del calciomercato, ma si attende lui.
Il nuovo arrivo dall’Atletico Madrid, il centrocampista Francisco José Rodrigues da Costa, soprannominato Costinha, definito (da tifosi e addetti ai lavori) in un climax discendente “il colpo del centenario: acquistone” o “è bravo ma vecchio: acquistino”. Costinha, de gustibus… Parlerà il campo.

A stemperare l’attesa, intanto, la battuta di Osti rivolta ai giornalisti. “Ho visto che vi siete prodigati con le battute su Costinha… Ve ne siete però dimenticata una, quella che adesso l’Atalanta chiamerà Verza (Vinicio Verza, ex ala milanista negli anni ’80, ndr) come allenatore: Costina con verza, buon abbinamento”. Eh sì buon piatto, la pancia brontola. Mezzogiorno e un quarto. Giusto per sgombrare subito la mente dalla tavola, eccolo che arriva.

Camicia azzurra, aria da giocatore non abituato a stare sotto i riflettori, nonostante i trascorsi in squadre eccellenti. Aria da umile, e non solo per il tono di voce quasi basso dato quell’italiano un poco stentato ma comprensibile. La sensazione è che Da Costa sia uno che parli con i fatti.

Le prime parole della presentazione sono del presidente Ruggeri. “Lo ringrazio per essere venuto a Bergamo, e per la società è un grosso risultato essere riusciti a portare all’Atalanta un giocatore del suo calibro”. “Come è nata l’idea Costinha? Parlando col mister che lo conosceva. Ci serviva un giocatore importante per il centrocampo e lui rispondeva a questo connotato e abbiamo valutato poi se la cosa era fattibile”. E’ stata una trattativa abbastanza veloce… “Sì – commenta il presidente atalantino – è stata tutto sommato rapida anche se, come capita per molte trattative, qualche problema era sorto. Ma l’importante ora è che sia un nostro giocatore”. Costinha, 33 anni e nato a Lisbona, ha firmato un contratto che lo legherà all’Atalanta fino al 2010.

Del Neri lo conosce bene. Lo aveva conosciuto nella sua brevissima parentesi al Porto nell’estate del 2004. Così ne chiarisce le caratteristiche. “E’ un centrocampista tattico che tende a giocare davanti alla difesa – spiega il mister nerazzurro”. Come caratteristiche si avvicina di più a De Ascentis. Insomma un mediano-diga forte tecnicamente. Dell’esperienza convissuta al Porto “Del Neri – Costinha” si era parlato che Costinha con il resto della vecchia guardia del Porto era stato uno dei fautori della cacciata del tecnico italiano. Del Neri senza entrare nel merito della vicenda, sottolinea però un fatto importante.
“C’è una cosa – spiega Del Neri – che mi ha impressionato di Costinha: quella di essere un uomo vero. E’ stato l’unico ad aver avuto l’accortezza di chiamarmi dopo l’esonero”. Il centrocampista lusitano pare essere stato infatti l’unico a scusarsi per la situazione poco chiara che si era creata e dall’esito (per Del Neri) fatale, tanto che i rapporti tra i due sono più che buoni. Anzi, la stima di Del Neri verso Costinha è consistente. “E’ un giocatore importante, è una persona importante: quando si riesce ad avere in squadra degli uomini e giocatori è una grande cosa”. Del Neri lo dice con piena convinzione e poca retorica.

E Costinha? “Quello di giocare è in Italia è sempre stato un mio sogno, il “calcio italiano” è uno delle realtà più importanti del mondo – afferma l’asso portoghese -. Già quattro stagioni fa dovevo trasferirmi in Italia (era cercato da Juve e Inter, nda) ma il Porto non mi lasciò venire. Adesso finalmente ho coronato il mio sogno”.
Perché, ora, l’Atalanta e non altre squadre europee che ti seguivano? “Perché l’Atalanta ha mostrato di puntare con convinzione e fiducia su di me e a Ruggeri avevo già dato la mia parola”. Obiettivi? “Il primo obiettivo è di fare bene con l’Atalanta, poi magari di rientrare nel giro della Nazionale”.
La carriera di Costinha si è affermata in Francia nel Monaco dove è rimasto quattro campionati, dal 1997 al 2001. Poi il suo passaggio al Porto e le quattro stagioni culminate nella vittoria della Champions League . Nel 2005 l’esperienza forse meno positiva della sua carriera, quella al Dinamo Mosca. Costinha si era trovato malissimo e riuscì a svincolarsi passando poi all’Atletico Madrid. “Alla Dinamo – spiega Costinha - credevano che fosse sufficiente avere tutti i giocatori delle Nazionali per andare bene, ma se poi la società non è forte non serve a niente”. (dal club russo se ne andarono nel giro di poco tempo, lui e un altro portoghese, Maniche, oltre al greco Seitadiris).

Quando vedremo Costinha in campo per la prima volta? Parola a mister Del Neri. “Se sta bene già ad Ascoli, tra l’altro è un giocatore reduce dai preliminari dell’Intertoto quindi non è stato fermo”. E l’infortunio subito pochi giorni prima del trasferimento in nerazzurro si è risolto al meglio.

Dai flash dei fotografi, l’epilogo della presentazione è il grandangolo delle telecamere di Bergamo Tv e VideoBergamo. Riflettori di provincia, non quelli patinati di Monaco, Oporto, Mosca o Madrid. Ma questo, a Costinha, pare non importare troppo. La mente è già al campo, al contributo per la causa nerazzurra. E a quella parola data a Ruggeri.

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Sab 01 Set 2007, 17:46 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
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INZAGHI



Bergamo - Doni ha aperto la strada trovando una seconda vita nell'Atalanta dopo essere stato definito un giocatore finito, Simone Inzaghi ci prova per tornare ad essere il bomber che era prima della lunga serie di infortuni e acciacchi che lo hanno tenuto lontano dal campo da gioco. Ecco un altro giocatore che vuole rilanciarsi e che per questo ha scelto l'Atalanta: Simone Inzaghi, che proprio ieri mattina a Zingonia è stato presentato alla stampa, non a caso è amico di Doni. Un'amicizia che risale ai tempi della sfortunata stagione, per entrambi, alla Sampdoria. Due giocatori che dopo essere stati delle promesse e dei talenti in crescita hanno conosciuto, a metà carriera, il periodo più nero. Doni è addirittura andato all'estero salvo tornare e diventare alla sua prima stagione non solo il leader dell'Atalanta, ma anche il miglior giocatore della serie A per rendimento, Inzaghi spera di seguire lo stesso percorso. «Spero di fare bene come lui - ha esordito Inzaghi junior - è lui che mi ha spinto a fare questa scelta. Oltre a mio fratello che mi ha detto che Bergamo è un bell'ambiente. Anche mister Delio Rossi mi ha parlato bene di questa piazza. E poi conoscevo già presidente Ruggeri e Carlo Osti che era con me alla Lazio. Avevo altre offerte, compresa la possibilità di restare a Roma, ma ho voluto proprio l'Atalanta perché è una società ambiziosa che ti permette di fare bene e di giocare». Già perché quando si hanno lunghi infortuni è sempre difficile, una volta rientrati, riprendersi il posto in squadra: «Io ho avuto un'infiammazione alla schiena che mi ha fatto dannare. Per fortuna col tempo e con le cure si è risolta, ma la Lazio nel frattempo ha trovato Rocchi e Pandev che in attacco hanno fatto bene e per me non sarebbe stato facile rientrare». Nessun rimpianto dopo la qualificazione europea conquistata sul campo della Dinamo Bucarest? «No, io lascio un gruppo straordinario, ma per me è venuto il momento di guardare avanti. Voglio lasciarmi alla spalle questo brutto periodo e tornare a giocare ma soprattutto tornare a fare gol». Già il gol, del resto è lui, unico giocatore in Italia, a detenere il record di quattro gol segnati nella stessa partita durante una competizione europea. Inzaghi si dice già pronto per partire con la maglia nerazzurra, la numero dieci, non a caso quella dei campioni («Il dieci è un numero che mi è sempre piaciuto, però devo confessare che i miei numeri preferiti sono il 20 e il 21 ma erano già occupati»). C'è chi dice che potrebbe scendere in campo domenica contro il Parma (Zampagna potrebbe non aver ancora recuperato i 120 minuti di gioco in Coppa Italia), lui si dice pronto: «Fisicamente sono pronto perché ho fatto la preparazione con Delio Rossi che è stata una delle più dure che ho fatto in vita mia». Lui non pretende nulla e non è arrivato a Bergamo con l'aria di chi si sente già titolare: «Sono qui per aiutare Doni e Zampagna che sono già dei campioni, ma non dimentichiamoci che ci sono anche Floccari e Muslimovic». E a chi immagina già un dualismo con Zampagna per il posto da titolare Inzaghi risponde così: «Nella Lazio ho giocato con Corradi che ha le stesse caratteristiche di Zampagna perciò io e Riccardo possiamo coesistere».

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Sab 01 Set 2007, 17:55 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
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BELLERI E PELLEGRINO



Gli ultimi saranno i primi?.

C'è da sperare che questi due ultimi arrivi diano il contributo che l'Atalanta dai grandi cambiamenti ha bisogno.

Al Centro Bortolotti di Zingonia si è svolta la conferenza stampa congiunta dell'argentino Maxi Pellegrino e di Manuel Belleri.

Tocca al difensore sudamericano aprire alle domande dei giornalisti : Pellegrino appare un giocatore di grande personalità e tranquillità, conscio dei suoi mezzi e di affrontare un avventura nuova e che potrebbe divenire una svolta nella sua carriera. " Avevo avuto la possibilità prima di venire in Europa ma il presidente del Velez ha sempre puntato su di me ma questa è un opportunità importante e unica, darò il massimo per questa maglia ".
Frasi di rito ma comunque dette senza ipocrisia e che lasciano ben sperare.

Maxi Pellegrino è il classico centrale forte di testa ma con il senso del comando nelle impostazioni della manovra in difesa, come i giocatori a cui si ispira: " Ajala e Nesta sono i giocatori importanti a cui mi ispiro sopratutto per il livello che hanno raggiunto ed a cui anch'io ambisco ".

L'ambizione dunque non manca, ma un anno di prestito è breve e Maxi ne è consapevole: " 1 anno è breve lo so, e darò il massimo per ambientarmi e avere la fiducia di tutti ".

Speriamo che Pellegrino non sia Maxi solo nel soprannome.

Belleri arriva in punta di piedi e con il massimo dell'umiltà : " Da Udine sono passato alla Lazio" - dice Belleri - "avevo richieste anche dall'Atalanta, ma Osti che era alla Lazio mi ha voluto. Sono stati 2 anni importanti ed in crescendo di soddisfazioni. Comunque sono contento di essere qui a Bergamo. Quella nerazzurra è società che ci tiene anche all'aspetto umano e non solo professionale ".

Belleri con pacatezza risponde anche alle sinuose domande sulle sue origini bresciane. : " Non è un problema" - inizia - "Tutte le piazze dove c'è della rivalità sono uguali. Io, ho iniziato nelle giovanili del Lumezzane, non ho mai avuto interesse per il Brescia anche perchè da piccolo tifavo Milan e vivo a Lumezzane ".
Belleri è un classico terzino con propensione difensiva e conclude con un affermazione interessante sulla Lazio: " Penso che anche rimanendo alla Lazio, avrei fatto le mie partite anche quest'anno visto che la Lazio in questo finale di calciomercato non ha acquistato nessuno. Comunque, ci si può motivare anche a 30anni e nell'Atalanta ".

Insomma, un bresciano atipico e motivato.

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11/11/2007: IO NON SONO UN ULTRAS!
Sab 01 Set 2007, 17:57 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
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