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W il p2p!

 
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W il p2p!
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gioeli
Tifoso



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Non è reato scaricare da Internet musica, film o programmi tutelati dal diritto d'autore. Purché non venga fatto «per scopo di lucro». In parole molto povere: va bene «risparmiare » (con buona pace della Siae), non va bene «guadagnare » dall'operazione di download. A fare la gioia degli «scaricatori seriali» è la Terza sezione penale della Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 149 del 9 gennaio scorso, ha annullato la condanna a 3 mesi e 10 giorni di reclusione inflitta dalla Corte d'Appello di Torino a E.R. e C.F. per violazione della legge sul copyright. I fatti risalgono al 1999, quando i due, all'epoca studenti, avevano creato sul pc di un'associazione del Politecnico di Torino una rete «peer to peer» (da pari a pari) per scambiare file con altre persone collegate a Internet. Secondo i giudici piemontesi i ragazzi avevano violato gli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d'autore (la 633/41) che punisce chi, «a scopo di lucro», diffonde o duplica contenuti multimediali protetti dal copyright.

LE REAZIONI - «Aspettavamo da sette anni questa sentenza - ha esultato Carlo Blengino, uno dei legali difensori. Il messaggio forte è duplice: il download per uso personale non costituisce reato, come non è un reato condividere musica in Rete senza lucro. Più circolano le idee e più un paese cresce libero». Entusiasta anche il presidente dei deputati della Lega Roberto Maroni: «È una sentenza rivoluzionaria: stabilisce il principio che la musica è di tutti. D'ora in poi scaricarla dal Web non potrà più essere considerato illegale». Manaturalmente sono di tutt'altro umore le reazioni di chi, per mestiere, cerca di far tutelare il diritto d'autore. Il presidente della Siae Giorgio Assumma ha subito parlato di «scivolone» degli ermellini, che «innescherà un conflitto di portata rilevante, perché si moltiplicheranno i casi di scaricamento non autorizzato». Assumma contesta ai giudici di Cassazione l'aver considerato come «personale» uno scambio di materiale che aveva invece dimensioni pubbliche. E poi: «In base al nostro sistema giuridico ogni scambio di per sé procura un vantaggio economicamente apprezzabile a favore di quanti lo compiono. Dunque lo scambio, anche se privo di un passaggio di moneta, deve considerarsi lucrativo». Per queste ragioni ha assicurato che «il centro studi giuridici della Siae sta già predisponendo le opportune iniziative per annullare i pericolosi effetti della sentenza. Non escludiamo di agire immediatamente in sede legislativa. Non si possono più lasciare agli operatori del diritto margini così ampi di interpretazione ».

LA CASSAZIONE - La sentenza però lo dice in modo chiaro. «Le operazioni di download di materiale informatico non coincidono con le ipotesi criminose fatte dai giudici torinesi». E ancora: «Per scopo di lucro deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto». E quindi, nel caso dei due studenti, «il fatto non costituisce reato». Claudio Vitalone, il presidente della sezione della Consulta che ha annullato la sentenza della Corte di Appello, ha precisato: «Noi ci siamo limitati a sottolineare quello che era già sufficientemente nitido nel testo della legge. La materia di cui si discute è ad alto tecnicismo e ha affaticato non poco l'intervento legislativo se è vero che negli ultimi anni il Parlamento è intervenuto più volte sulla materia». La Federazione dell'industria musicale italiana, comunque, non si è scomposta troppo: «Non si tratta di una decisione che modifica l'attuale normativa ». Spiegatelo a quanti ogni giorno «scari-acquistano» (più scaricano che acquistano) successi pop o puntate inedite delle serie tv: a un sondaggio di Corriere.it l'80 per cento di utenti ha dichiarato di scaricare illegalmente da Internet in modo abituale. Ora dovranno soltanto preoccuparsi di non incorrere in una sanzione amministrativa (forse).

22/01/2007
[tratto dal Corriere della sera]

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Mar 23 Gen 2007, 11:50 Profilo Invia messaggio privato HomePage
Palermo Neroblu
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E allora... SCARICHIAMO A VOLONTA'! Twisted Evil

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zio val
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tanto tu lo facevi già ...

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Mar 23 Gen 2007, 16:32 Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail HomePage MSN
Palermo Neroblu
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11/11/2007: IO NON SONO UN ULTRAS!
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robyrobyla
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Occhio, scaricare file protetti rimane illegale
di Paolo De Andreis - A poche ore dalla pubblicazione di un articolo su Punto Informatico si scatena un putiferio mediatico dal quale si deduce che scaricare file protetti da diritto d'autore è legale. Non lo è affatto
Mishap mediatico (pagina 1 di 2)
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* ma di chi è 'sto divx?
* non e' una smentita.. ma
* Jamendo.com - Musica libe

Roma - L'ANSA parla di una rete P2P, il Corsera spiega che se si scarica senza fini di lucro "va bene" e alcune radio e telegiornali riprendono in questi stessi termini la notizia di Punto Informatico pubblicata lo scorso venerdì. Ce n'è abbastanza per creare un caos mediatico senza precedenti. Ma l'approfondimento giuridico pubblicato da PI su una sentenza della Cassazione, relativa a fatti avvenuti diversi anni fa, non ha niente a che vedere con quanto circolato negli ultimi due giorni.

Prima di tutto appare necessario un chiarimento, che anche FIMI diffonde nelle ore di questo piccolo delirio mediatico e che corrisponde a quanto i lettori di PI già sanno perfettamente, ovvero che scaricare senza autorizzazione file protetti da diritto d'autore non è legale: le normative attuali prevedono che il semplice download sia sanzionabile sul piano amministrativo mentre la condivisione di materiali protetti è a tutti gli effetti perseguibile penalmente. Il fatto quindi che scaricare file senza condividere non sia un reato non è dunque una novità: è, e rimane, un illecito. Che poi questo sia difficilmente perseguibile è tutto un altro paio di maniche.

Archiviando così le ipotesi fatte dai maggiori organi di informazione sull'esistenza di una rete P2P nel caso trattato dalla Cassazione e ripreso da Punto Informatico, è necessario chiarire che il caso stesso si riferiva all'uso di un server FTP, il cui funzionamento e la cui natura sono evidentemente del tutto diversi da quelli di una rete peer-to-peer.

Ma il punto non è questo, il punto chiave è che i fatti di cui al caso giunto all'attenzione della Cassazione risalgono al 1999 ed è sulla normativa di riferimento dell'epoca che la massima corte si è espressa. Dal 2000 ad oggi sono almeno cinque le importanti modifiche alla legge sul diritto d'autore (633/41) introdotte nell'ordinamento italiano, dalle modifiche della 248/2000 al recepimento della EUCD, la Direttiva europea sul Copyright, fino alla famigerata Legge Urbani e alle ulteriori sue successive modifiche.

Di fatto, dunque, la sentenza della Corte di Cassazione depositata il 9 gennaio 2007 non cambia nulla sul fronte dei sistemi di file sharing o delle discipline attuali.

Detto questo, e chiarito l'inedito caos mediatico di questi giorni, è interessante notare come si sia registrato su newsgroup, mail list e blog una sorta di applauso collettivo per una sentenza interpretata come detto sopra, vissuta come un disastro solo da SIAE e altre organizzazioni la cui attività ha tutto da guadagnare dall'attuale disciplina del diritto d'autore.

Roberto Maroni, uno dei leader della Lega, già autodenunciatosi come downloader illegale, ha parlato addirittura di "sentenza rivoluzionaria". Ecco, forse tutto questo dovrebbe insegnarci che scaricare file ad uso personale, attività a quanto pare praticata da milioni di italiani incuranti delle normative, è vissuta da molti, da moltissimi - lo diciamo da anni - come un fatto naturale, qualcosa che la legge, questa volta sul serio, potrebbe essere chiamata a rendere legale.

Se si considerano le dichiarazioni pre-elettorali di esponenti dell'attuale maggioranza e le recenti dichiarazioni di Maroni, si potrebbe coltivare l'illusione che ci sia persino una volontà politica per la trasformazione delle normative attuali. Possiamo solo sperare che i fatti di questi giorni diano a quella volontà lo spunto necessario per mettersi in moto.

Paolo De Andreis

punto-informatico.it

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ma l'unica verità è che siamo Trafficanti di Sogni...

Ultras Atalanta
Mar 23 Gen 2007, 17:20 Profilo Invia messaggio privato MSN
DexterH46
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Fabio... modifica il tuo post finche' sei in tempo!!!

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CRISTIANO DONI fan club - Tessera n° 1
Gio 01 Feb 2007, 8:06 Profilo Invia messaggio privato HomePage MSN
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